La manifestazione del 26 settembre ha questo come temaâ. Nonostante tutto ciò, tuttavia, mi sento di prenderne in considerazione gli, che ritengo facciano largamente da contrappeso a quanto appena esposto. Certo la famiglia forma le basi della crescita di ognuno di noi, però senza la scuola e di tutto il suo “umus” saremmo come tanti Robinson soli nell’isola deserta. Come si legge nella, la Scuola ha il compito di rispondere in maniera solida, solidale e coesa, dimostrando senso di responsabilità, di appartenenza e di disponibilità, ma soprattutto la capacità di riorganizzarsi di fronte a una situazione imprevista, senza precedenti nella storia repubblicana, confermando la propria missione. Uno studio sulla conoscenza senza applicazione o senza discussione analitica è arido, non interessa, non stimola. E che, ci tengo a sottolinearlo, sta dimostrando la tutt’altro che scontata capacità di mettersi in discussione procedendo per tentativi ed errori, aggiustando il tiro, rivisitando una professionalità in molti casi ormai assestata su cifre consolidate da anni. Adesso i nodi stanno venendo al pettine. In questo articolo vogliamo concentrarci sul mondo della scuola secondaria. à possibile copiare a scuola, a casa ancor di più. Inoltre la mole di compiti è aumentata notevolmente. Autorizzo il trattamento dei dati personali secondo la, Didattica online: pro e contro dal punto di vista degli studenti, i messaggi del Ministero dellâIstruzione, Quando è il tuo attore preferito a leggerti un audiolibro, Clubhouse: fenomenologia del discusso social network, Zanshin tech: la psicologa Laura Perrini spiega l’arte marziale contro il cyberbullismo, Gli abiti come dichiarazione: i look più significativi dell’insediamento di Biden, Calo iscritti Università : gli studenti preferiscono la formazione a distanza - Redazionali Web - Il Granchio, Like it or not, il futuro è TikTok - Alessia Pizzi, Ho letto e acconsento ai "Termini e Condizioni". Spesso accade che il valore di ciò che abbiamo venga apprezzato soltanto nel momento in cui se ne sperimenta la privazione. “Lavoretti” di Natale: e se ci fosse molto di più dietro? L’obiettivo, in particolare per i più piccoli, è quello di privilegiare la dimensione ludica e l’attenzione per la cura educativa precedentemente stabilite nelle sezioni”. Molti ragazzi hanno problemi anche con i mezzi con cui far lezione: spesso non hanno un computer, o lo devono condividere con gli altri famigliari in casa, oppure, ancora, non hanno una connessione abbastanza potente. Latino. Temi per la classe I media sulla Favola. Ma per me il problema è molto più profondo: non è solo il sistema di valutazione, è ciò che viene valutato. Sì, perché la difficoltà nella partecipazione alle attività è inversamente proporzionale all’età degli alunni – in altre parole, tanto più piccoli sono gli utenti, tanto minore sarà la loro autonomia, con l’inevitabile conseguenza della necessità di mediazione da parte della famiglia, almeno per gli alunni della scuola dell’infanzia e della scuola primaria, con tutte le implicazioni del caso: genitori che hanno a disposizione un sola postazione dalla quale sono già magari in due a svolgere smart working a turno, famiglie per le quali seguire due o tre figli nello svolgimento dei compiti assegnati a distanza diventa un vero e proprio lavoro senza che, è giusto considerarlo, siano spesso in possesso delle abilità specifiche per farlo. “Uffa sono scomode” Storia di una classe seconda e delle mascherine: dalla protesta individuale a una protesta collettiva. Lâunica parte positiva che trovo nella didattica online per ora è la gestione più libera dellâorario. Sulla pagina "DIDATTICA A DISTANZA" i genitori possono trovare le proposte di approfondimento, compiti, schede di accompagnamento ed attività a disposizione degli alunni. Didattica a Distanza, questa sconosciuta piombata sulle nostre teste con la velocità di un fulmine e la violenza di una ghigliottina.Didattica a Distanza o DaD (un acronimo di rara bruttezza), se ne parla come di un prodigio della natura, della soluzione a tutti i mali. Ognuno di noi studenti si ritrova a relazionarsi, in questi giorni, con alcuni docenti che che non solo non capiscono le esigenze e i limiti dei propri alunniin questa situazione ma spesso le ignorano totalmente. di Sant’Agostino; o ancora, della devozione di Dante che ricorda con affetto il proprio maestro Brunetto Latini, pur collocandolo all’Inferno per ben note ragioni di ordine politico, e comunque elevando al rango di guida il Maestro per eccellenza, Virgilio. Questo perché si suppone che la tecnologia e il mondo online sia il loro pane quotidinano e che, quindi, non abbiano riscontrato alcun problema. E che, ci tengo a sottolinearlo, sta dimostrando la tutt’altro che scontata capacità di mettersi in discussione procedendo per tentativi ed errori, aggiustando il tiro, rivisitando una professionalità in molti casi ormai assestata su cifre consolidate da anni. Il grande pensiero filosofico occidentale è segnato come un filo rosso dall’idea dell’unicità e della sacralità del rapporto che si crea tra allievo e maestro: basti pensare a Socrate, per cui il sapiente è colui che ha la consapevolezza di non sapere ed attraverso un faticoso processo quasi freudiano ante litteram è in grado di tirare fuori quella conoscenza che l’allievo ha riposta dentro di sé; per non parlare poi della concezione di Quintiliano, per il quale il rapporto maestro-allievo riveste un ruolo fondamentale nel processo di costruzione della conoscenza, o del ruolo del maestro come guida nella ricerca della verità rappresentata da Cristo nel De Magistro di Sant’Agostino; o ancora, della devozione di Dante che ricorda con affetto il proprio maestro Brunetto Latini, pur collocandolo all’Inferno per ben note ragioni di ordine politico, e comunque elevando al rango di guida il Maestro per eccellenza, Virgilio. A fronte di tutto ciò, non è semplice né scontato che. Ciononostante, mi rendo conto di sentire la mancanza della normalità, della classe, dei compagni e perfino degli insegnanti. Mi ha colpito molto una ragazza che non voleva riassumere 5 pagine di testo e quindi ha usato un […]. I pregi della didattica a distanza sono, ovviamente, la comodità di poter gestire autonomamente lo studio e, devo ammettere, la libertà di poter dormire un poâ di più al mattino. Riflessioni sulla didattica a distanza (DAD). Nonostante i messaggi del Ministero dellâIstruzione e la nuove regolamentazioni interne dettate dai dirigenti scolastici, ci obbligano a stare per 5-6 ore di seguito di fronte allo schermo di un computer. Senza proseguire oltre in un’elencazione che potrebbe riuscire infinita, concludo questa parte con una considerazione di ordine più spiccio – a ciascuno di noi, riandando con il pensiero agli anni della scuola, balza alla mente la figura di almeno un insegnante, uno, che ne abbia segnato l’esperienza come studente e come persona, del quale resta indelebile nel ricordo il valore di educatore attraverso la capacità di coinvolgere e lasciare segni duraturi. Noi studenti discutiamo di queste problematiche ma i docenti spesso e volentieri sembrano non comprendere. Sono rimasta particolarmente colpita dal desiderio delle insegnanti di scuola dell’infanzia di entrare a tutti gli effetti in questo complesso quadro, nonostante la non obbligatorietà di tale ordine di scuola e le specifiche difficoltà di realizzazione e selezione delle attività legate all’età degli alunni. Secondo noi studenti questo è il risultato di anni di disimpegno e disattenzione verso la scuola: le pensioni, le tasse, le strade sono i temi che hanno occupato la politica, ma la scuola mai. Pro e contro uso dei devices digitali nella didattica, tema Tema già svolto di italiano riguardante i pro e i contro l'uso dei devices digitali nella didattica, per scuola media. Come iniziare, riflessioni, materiali da cui attingere In quest’ottica fare scuola a distanza significa dunque anzitutto stabilire e mantenere un contatto, continuando a coltivare quel senso di appartenenza ad una comunità educante che si struttura sui valori fondanti della nostra società e trova rispondenza nella funzione sociale esercitata dalla scuola e declinata nella nostra, assegnazione di lavori da svolgere corredati da didascalie e spiegazioni di vario genere – insomma, una rete di professionisti che si è messa subito in campo per affrontare l’emergenza con l’obiettivo primario di restare, accanto ai propri alunni. Potrebbero esserci dei problemi per quanto riguarda lâapprendimento, visto che alcune lezioni richiedono un approccio più personalizzato, aspetto impossibile da avere con lezioni a distanza. à certo positivo, ma non è abbastanza. Nella consapevolezza che nulla può sostituire appieno ciò che avviene, in presenza, in una classe, si tratta pur sempre di dare vita a ‘un ambiente di apprendimento’, per quanto inconsueto nella percezione e nell’esperienza comuni, da creare, alimentare, abitare, rimodulare di volta in volta”. Questo aspetto credo rappresenti il punto focale attorno al quale tutta quanta la riflessione ruota. Non c’è apprendimento senza una. Temi ⦠Scenari; Didattica a distanza, criticità ma sta funzionando. Studenti e professori hanno carenze nel campo informatico: i primi perché a scuola non si fa informatica, e se si fa è così basilare da non essere produttiva; i secondi perché non hanno corsi di aggiornamento che implementano notevolmente la conoscenza delle tecnologie. Grazie al progresso della scienza e della tecnologia, lâuomo ha conosciuto un enorme miglioramento delle proprie condizioni di vita , ma il progresso ultimamente sta così accelerando da divenire quasi incontrollato e rischiare di superare le reali esigenze dellâuomo. In questi giorni nel paese si è acceso un dibattito abbastanza vivace sulla riapertura delle scuole, in cui si sottolinea da molte parti, e molto giustamente, quanto sia importante anche la scuola come ambiente fisico, relazionale, ambiente anche di corporeità. Ci sono docenti che, non fidandosi dell’attenzione dei propri alunni, chiedono loro (contro ogni norma) di tenere contantemente accesa la webcam per controllare visivamente i propri studenti. Senza proseguire oltre in un’elencazione che potrebbe riuscire infinita, concludo questa parte con una considerazione di ordine più spiccio – a ciascuno di noi, riandando con il pensiero agli anni della scuola, balza alla mente la figura di almeno un insegnante. Didattica a distanza - Il testo argomentativo di Tiziana D'Alessandro, classi 3D - 3F Second. Un primo poblema fondamentale della didattica a distanza è la mancanza di rispetto di alcuni professori. Brunoâ di Albenga. Un primo poblema fondamentale della didattica a distanza è la mancanza di rispetto di alcuni professori. C’è da dire che ci sono state delle iniziative in merito, per tentare di risolvere il problema, ma ovviamente non si sopperisce totalmente al disagio: nella penisola il 14% degli studenti non può fare lezione, 21% al Sud, dati Istat. Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. E ancora: “Perché in questo essenziale elemento consiste il ‘fare scuola’: insegnare e apprendere, insieme”. Fino a qualche settimana fa in larga misura un’illustre sconosciuta, per la quale è già stato creato uno dei tanti acrostici (DAD) di gusto anglosassone che ormai da anni imperversano nell’orizzonte della scuola italiana e per certi versi riducono concetti, processi e procedure a tecnicismi linguistici che inevitabilmente attraverso l’insignificanza della forma svuotano i contenuti. scuola. Uno dei più grandi ha riguardato la scuola, che si è dovuta bruscamente riformare e letteralmente da un giorno allâaltro ha dovuto fare i conti con le tecnologie digitali e con la didattica online. à un abuso di potere vero e proprio. E, non ultimo, dinanzi ad un contesto, quello dell’utenza, che con un eufemismo potremmo definire “variegato” nelle possibilità di partecipazione a distanza legate, e, non ultimo, al fattore “tempo”. A fronte di tutto ciò, non è semplice né scontato che “ogni studente sia coinvolto in attività significative dal punto di vista dell’apprendimento”, come si legge ancora nella Nota n.388, quando diventa difficile insegnare ad apprendere attraverso l’esperienza a distanza, e quando quel rapporto umano tra maestro ed allievo subisce per forza di cose una rivisitazione nella modalità “non in presenza”. Percorso sulla cronaca; Progetto âVerbi in giocoâ Otto, autobiografia di un orsacchiotto: attività didattiche; Percorso didattico su Anne Frank: biografia e diario; Liliana Segre â Percorso didattico e risorse; Il testo poetico; Percorso sulla gentilezza e non solo: impariamo a dare il giusto peso alle parole! Prof.ssa Chieli, concordo e faccio tesoro di quanto lei ha scritto con una chiara e lucida visione del momento particolare che, anche e soprattutto, la scuola sta vivendo. I professori valutano la conoscenza degli argomenti, non la loro applicazione alla realtà . altre videolezioni sul tema dellâemergenza da COVID-19 e approfondimenti su utili strumenti; il nuovo ciclo di webinar Oltre lâaula: progettazione, partecipazione e valutazione nella didattica a distanza; Didattica a distanza: webinar e videolezioni con spunti e consigli per la Didattica a Distanza nelle singole discipline. Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. La didattica è stata pensata sulla classe e ha dovuto tener conto delle difficoltà di connessione oltre al fatto che nelle famiglie il numero di device non è spesso sufficiente, in quanto, oltre la didattica a distanza, è in atto lo smart working di almeno uno dei due genitori. In altre parole, quella capacità di affascinare attraverso la conoscenza, trasmettere amore per il sapere e contribuire a formare adulti responsabili e consapevoli. Nell'emergenza sanitaria attuale, in pochi giorni il mondo della scuola si deve organizzare per offrire ai ragazzi la continuazione del percorso educativo attraverso la didattica a distanza. Temi per la classe I media sulla Fiaba. I ragazzi sono pronti al cambiamento, possiamo esserlo tutti? Piaget docet, l’attivismo americano di Dewey e quello italiano con Maria Montessori ne sottolineano specifici aspetti sul versante educativo, lo strutturalismo americano con Bruner in prima linea ribadisce la centralità dell’allievo nella costruzione mentale della conoscenza attraverso l’esperienza. Insegnante di italiano e storia classi prima, quarta e terza. E se ciò è vero per tutti, diventa fattore imprescindibile per gli alunni della scuola dell’infanzia e primaria – così, se una lezione in qualche modo tradizionale erogata a distanza può funzionare con gli alunni della scuola secondaria di primo e soprattutto di secondo grado, ove tale modalità è più vicina alla consueta strutturazione delle attività scolastiche, ben diverso è il caso degli alunni più piccoli, che hanno bisogno di “fare” – di sperimentare, manipolare, di osservare, classificare, ordinare, seriare e quantificare. L’obiettivo, in particolare per i più piccoli, è quello di privilegiare la dimensione ludica e l’attenzione per la cura educativa precedentemente stabilite nelle sezioni”. Ora più che mai ci stiamo accorgendo del valore educativo del rapporto docente discente, di quanto i nostri ragazzi abbiano bisogno di luce per il raggiungimento di quelle competenze che li aiuteranno ad affrontare la vita. Ci sono, per esempio, professori che pretendono di fare tutte le ore della settimana che avevano a disposizione quando si andava fisicament⦠Attività n. 1. Qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti dâautore, comunicatecelo via email: inseriremo i vostri credits oppure rimuoveremo le immagini. Essenzialmente perché sono genitori e non insegnanti e tali competenze non rientrano nell’esercizio del loro ruolo. à questo il problema: i ragazzi possono ripetere gli argomenti letti ma li comprendono? Un lavoro del genere richiede molto tempo da entrambe le parti. Questa è una violazione delle norme sulla privacy. Le attività di didattica a distanza, come ogni attività didattica, per essere tali, prevedono la costruzione ragionata e guidata del sapere attraverso un’interazione tra docenti e alunni. A questo si aggiunge il fatto che poi, nel pomeriggio, ci sono i compiti da svolgersi al computer ugualmente. &nbs Ma se i professori chiedessero lâopinione dei propri alunni circa quello che hanno studiato questo problema sarebbe surclassato. TESTO ARGOMENTATIVO SULLA TECNOLOGIA OGGI: SVOLGIMENTO. Lâanno scolastico in presenza è finito. Molto spesso i concetti trovano nella nostra mente una figurazione di tipo iconico, e in questi giorni un’immagine ricorrente è diventata per me correlativo oggettivo della nostra scuola nella gestione dell’emergenza – quella di chi, abituato a viaggiare in bicicletta, si veda d’un tratto consegnare in mano le chiavi di una Ferrari, costretto a salire e guidarla. Sì, perché la difficoltà nella partecipazione alle attività è inversamente proporzionale all’età degli alunni – in altre parole, tanto più piccoli sono gli utenti, tanto minore sarà la loro autonomia, con l’inevitabile conseguenza della necessità di mediazione da parte della famiglia, almeno per gli alunni della scuola dell’infanzia e della scuola primaria, con tutte le implicazioni del caso: genitori che hanno a disposizione un sola postazione dalla quale sono già magari in due a svolgere, a turno, famiglie per le quali seguire due o tre figli nello svolgimento dei compiti assegnati a distanza diventa un vero e proprio lavoro senza che, è giusto considerarlo, siano spesso in possesso delle abilità specifiche per farlo. Potrei continuare a lungo nell’elencazione di tutto quanto. I campi obbligatori sono contrassegnati *. È vitale cercare di chiarirsi le idee su quello che si può o non si può fare Tempi e modalità della didattica, stabiliti mesi prima, sono di colpo diventati inapplicabili ed è emersa in tutta l⦠Dopo un mese di intensa attività per pianificare, costruire e realizzare webinar, materiali, video lezioni è forse giunto il momento [â¦] Tornando al tema della didattica a distanza, un’ulteriore riflessione è d’obbligo, legata alle modalità di apprendimento in un contesto alterato rispetto a quello tradizionale. Qualsiasi sia il mezzo attraverso cui la didattica si esercita, non cambiano il fine e i principi. Le riflessioni di una dirigente scolastica mettono in luce alcuni aspetti legati alla didattica a distanza: le criticità legate alla gestione familiare di più figli da parte di genitori in smart working, ma anche i numerosi aspetti positivi legati al ruolo dell’insegnante e non solo…, Dirigente Scolastico Come si legge nella Nota 388, “la Scuola ha il compito di rispondere in maniera solida, solidale e coesa, dimostrando senso di responsabilità, di appartenenza e di disponibilità, ma soprattutto la capacità di riorganizzarsi di fronte a una situazione imprevista, senza precedenti nella storia repubblicana, confermando la propria missione. Senza che, diciamolo chiaramente, la nostra scuola fosse preparata ad affrontare un’emergenza di questo tipo e portata, con una disomogeneità in questo senso che si carica di connotazioni geografiche e percorre tutto quanto lo stivale. Pro e contro della didattica a distanza di giovannarandazzo (Medie Superiori) scritto il 04.04.20 Siamo in un periodo davvero complicatissimo, come lo ha definito il premier Conte: âil peggiore dopo la crisi del secondo dopoguerraâ. Leggi gli appunti su testo-argomentativo-sui-pro-e-contro-l'utilizzo-dei-tatuaggi- qui. Prima di tutto, ci sono i fini enunciati più o meno esplicitamente nei vari DPCM di quello scorso mese di Marzo che difficilmente dimenticheremo, accompagnati dalla Nota 388 del 17/03/2020 sulla didattica a distanza – non sottovalutiamo mai il valore fondante dei fini, perché una qualunque istituzione che operi senza una meta è come un vascello in alto mare che fluttua cieco senza direzione. La situazione dâemergenza che stiamo vivendo, dovuta al coronavirus, ha portato grandi cambiamenti nelle nostre vite. Tutti non utilizziamo al massimo i mezzi di cui disponiamo per ignoranza, molte funzionalità non sono a conoscenza né nostra né dei docenti. Mariateresa Chieli Adesso i professori non hanno fiducia nei propri alunni perché è molto facile copiare. Riflessioni, queste, particolarmente vere nel caso di alunni in difficoltà, cui a tutto ciò si aggiunge l’ineludibile necessità di una costante individualizzazione del percorso formativo – ed altrettanto vere nel caso dell’infanzia, in cui la scuola del fare, dei campi di esperienza – perché non a caso questo è il nome che contrassegna le aree disciplinari per tale ordine di scuola – sta esplorando modalità di interventi a distanza che privilegino la relazione, il contatto e la dimensione ludica, come si legge ancora nell’ormai fin troppo citata Nota di cui sopra: “Per la scuola dell’infanzia è opportuno sviluppare attività, per quanto possibile e in raccordo con le famiglie, costruite sul contatto ‘diretto’ (se pure a distanza), tra docenti e bambini, anche solo mediante semplici messaggi vocali o video veicolati attraverso i docenti o i genitori rappresentanti di classe, ove non siano possibili altre modalità più efficaci. Da un lato, sono convinta che tutto quanto stiamo adesso vivendo. Una mancanza di rispetto che talvolta si rivolge anche ad altri professori. Nella misura in cui ha a cuore il bene dei propri alunni ed è perciò disposto a rigenerarsi in condizione di emergenza pur di mantenere quel rapporto imprescindibile con il discente. di Stefano Stefanel. Testo Argomentativo: Tema sui social network svolto, introduzione Da alcuni anni i social network hanno completamente preso il sopravvento sulla vita quotidiana di tutti tanto che lo smartphone è diventato un oggetto indispensabile senza il quale ci si sente persi e isolati. Va valutata, va stimolata, va indirizzata certamente, ma ha valore anche per il solo fatto che sono i nostri pensieri che ci definiscono. Perché la lontananza fisica, quando addirittura non l’isolamento, non possono né devono significare abbandono”. In questo ritengo sia riposto l’enorme valore aggiunto di un ruolo, quello dell’insegnante, che non si esaurisce nell’esecuzione di un compito predefinito al pari di altre professioni, ma acquisisce significato nella misura in cui si connota come, Il grande pensiero filosofico occidentale è segnato come un filo rosso dall’idea dell’unicità e della sacralità del rapporto che si crea tra allievo e maestro: basti pensare a Socrate, per cui il sapiente è colui che ha la consapevolezza di non sapere ed attraverso un faticoso processo quasi freudiano, è in grado di tirare fuori quella conoscenza che l’allievo ha riposta dentro di sé; per non parlare poi della concezione di Quintiliano, per il quale il rapporto maestro-allievo riveste un ruolo fondamentale nel processo di costruzione della conoscenza, o del ruolo del maestro come guida nella ricerca della verità rappresentata da Cristo nel. Ognuno di noi studenti si ritrova a relazionarsi, in questi giorni, con alcuni docenti che che non solo non capiscono le esigenze e i limiti dei propri alunni in questa situazione ma spesso le ignorano totalmente. Ma câè chi ha problemi più semplici, come lâassegnare i compiti con Classroom, o il non saper convertire un file Word in PDF. In altre parole, quella capacità di affascinare attraverso la conoscenza, trasmettere amore per il sapere e contribuire a formare adulti responsabili e consapevoli. Testimonianza di Giulia Brilli, studentessa di Liceo Classico raccontata da Cristiana F. Toscano, […] radicalmente: si parla di lezioni telematiche a scuola â impensabile fino allo scorso anno, di DAD (Didattica a Distanza) e di problemi allo studio legati alla banda larga della propria connessione, chi lâavrebbe mai […], […] dico per i docenti, gli studenti si passano le dritte su come accorciare i tempi di studio con la didattica a distanza. Poco, però, si è chiesto invece sulle opinioni dei ragazzi, quelli più grandi. In un primo momento, la sensazione dominante è stata quella della confusione, amplificata anche dalle comprensibili ansie collegate allâemergenza in corso. Webinar per la didattica a distanza a libera consultazione di docenti e ⦠Come fare un tema sul Coronavirus: spunti e scaletta per parlare del Covid-19. Continuiamo a pubblicare alcune riflessioni sulla didattica a distanza. Per Scuola@Casa News, oggi Gino Roncaglia ci propone⦠didattica a distanza e didattica in presenza. A cosa porta questo? Lâacceleratore verso la società digitale E, non ultimo, dinanzi ad un contesto, quello dell’utenza, che con un eufemismo potremmo definire “variegato” nelle possibilità di partecipazione a distanza legate in primis alla disponibilità di strumentazione adeguata, di connettività, di dimestichezza nell’impiego della strumentazione informatica che è spesso indicatore di situazioni ben più complesse di ordine economico-sociale tali da porre l’attenzione sul cosiddetto digital divide e, non ultimo, al fattore “tempo”.