il, funzionamento educativo è dunque intrecciato tra biologia, esperienze di ambienti e relazioni e attività e, iniziative del soggetto. Ma se è un errore mettere sullo stesso piano, nella stesura del PDP, le, strategie compensative, che danno autonomia, e quelle dispensative, che semplicemente evitano problemi, maggiori, lo è anche dimenticarsi della didattica. Assegnare alle singole scuole, anche in rete, un organico funzionale di sostegno. La possibilità di avvalersi o meno della documentazione clinica per la redazione di un, PDP con strumenti didattici compensativi e dispensativi rappresenta un elemento di novità in ambito, scolastico, in quanto consente autonomamente agli insegnanti di organizzare e programmare una didattica, inclusiva che rispetti i tempi di acquisizione e di sviluppo delle abilità di ciascun alunno. La prospettiva del, Modello Sociale e dei Disability Studies ha come focus la “Full Inclusion”, l’idea di una scuola inclusiva per, tutti gli alunni, che deve cambiare il suo approccio in modo radicale. Alunni con BES-Bisogni Educativi Speciali. più frequenti sono poi, le difficoltà comportamentali e nelle relazioni, dal semplice comportamento aggressivo fino ad atti di. In molti casi è necessario quindi accompagnare l’eventuale dispensa con strategie alternative. personali e dimensioni psicologiche. I referenti regionali si riuniscono in un Coordinamento nazionale, in. Seguirà la scelta delle modalità con cui si dovrà apprendere che dovrebbero essere tante e. differenti così da poter raggiungere gli obiettivi anche in modi diversi attraverso linguaggi e codici differenti. L’obiettivo generale è quello di rendere più probabile il comportamento corretto l’azione positiva. Si crede infatti che sia di, fondamentale importanza che ogni scuola comunichi nell’offerta formativa e concordi con le famiglie e con la. Ciò complica ancor di più la, situazione poiché le difficoltà degli alunni si intrecciano con l’eterogeneità del contesto classe, generando ansia, nelle insegnanti, nei dirigenti, nelle famiglie che li porta a una sensazione di non essere in grado di rispondere, con buona qualità formativa, di individualizzare in modo sufficiente, di includere realmente nella vita, scolastica dell’apprendimento e delle relazioni tutti questi vari alunni con difficoltà. ... Docsity riassunto di gli adolescenti di … Il comma 4 dell’art.18 prevede che per, gli alunni che non hanno né certificazioni di disabilità, né diagnosi di DSA, la norma pretende che siano, individuabili dal Consiglio di classe. Questo, approccio parla di salute e di funzionamento globale, non di disabilità o di varie tipologie. alunni con l’esigenza di personalizzazione è difficilmente gestibile anche per questioni di privacy, considerando che il documento va necessariamente condiviso con la famiglia di ciascuno di essi e non può, contenere informazioni riservate relative agli altri. Alunni con BES - Bisogni Educativi Speciali Indicazioni operative per promuovere l'inclusione scolastica sulla base della DM 27.12.2012 e della Circolare Ministeriale n. 8 del 6 marzo 2013 Una diagnosi. A ciò si aggiunsero gli studi e le ricerche di Renzo Vianello sugli effetti, positivi dell’inclusione scolastica negli alunni con disabilità e con altri disturbi rispetto ai coetanei frequentanti, le scuole speciali. si è cercato di far coincidere per quanto possibile tutti questi organismi. Diversamente dalla disabilità e dai DSA, la normativa non, definisce il contenuto del PDP per i BES non certificati e possiamo quindi supporre che la scuola posso, strutturare autonomamente questo documento in base alle necessità. da usare liberamente, eventualmente marcandolo con una sigla che lo renda riconoscibile. CAPITOLO 5 - Buone azioni per una scuola inclusiva per i BES, Ruolo e funzioni del dirigente scolastico e del gruppo di lavoro per l’inclusione, La strategia Europa per l’inclusione: il contesto, La strategia Europea adottata nel 2010 mira a superare la crisi economica portando prosperità e progresso, sociale. Questa linea di pensiero è, diventata attuale proprio grazie alla Direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012 e alla successiva Circolare. Nelle classi in cui ci siano più alunni BES, la sezione, dedicata agli interventi gestiti dalla classe può essere in effetti essere unica, per tutti gli alunni. Va precisato che l’idea d’inclusione si applica a tutti gli alunni, non solo quelli che presentano, qualche difficoltà, come garanzia diffusa e stabile di poter partecipare alla vita scolastica e di raggiungere il, massimo possibile in termini di apprendimento e partecipazione. Lo strumento per, realizzare una didattica attenta alle esigenze individuali degli alunni con BES viene individuato nella, predisposizione di un percorso personalizzato non escludendo la possibilità di ricorrere alla predisposizione di, questo percorso anche attraverso la redazione di un Piano Didattico Personalizzato sia individuale che, La direttiva estende la possibilità di avvalersi per tutti gli alunni con BES degli strumenti compensativi e delle, misure dispensative. tutto in parte, i limiti di una disabilità, disturbo difficoltà anche senza eliminare il problema che ne è alla base. Per gli altri alunni con BES il PDP non è conseguenza dell’individuazione del bisogno, educativo speciale ma parte integrante e contestuale. La quarta prova nazionale degli esami conclusivi del primo ciclo di istruzione, La Direttiva n.16 del 2008 ha introdotto una quarta prova nazionale predisposta all’Invalsi per una valutazione, standard dei risultati i cui esiti fanno media con quelli delle altre prove tradizionali di ciascun alunno. È necessario considerare che il Consiglio, di classe non deve passivamente accettare le richieste della famiglia. Il dirigente procederà all’assegnazione delle. di apprendimento e comportamento diverse dalla disabilità. Il GLI è il GLHI che riguarda anche i BES, lo stesso vale con gli GLIP a cui sono affidati i compiti di disagio. Nel caso di alunni di scuola secondaria di primo grado, questi potranno iscriversi alla scuola, secondaria di secondo grado attraverso l’attestato; gli studenti della scuola secondaria di secondo grado non. 1962 L.1859: gli alunni con disabilità hanno il diritto di iscriversi a scuole speciali 1971 L.118: gli alunni con disabilità hanno il diritto di frequentare scuole comuni, ma ... • Ianes D. e Macchia V. (2008), La didattica per i BES, Trento, Erickson; • Ianes … In generale, possiamo. Tuttavia è possibile descrivere in ambito evolutivo oltre ai DSA una, serie di condizioni cliniche che possono presentarsi isolatamente e limitano funzionalmente l’impiego delle, abilità linguistiche (disturbo specifico del linguaggio), delle abilità grosso e fini-motorie (disturbo di, coordinazione motoria,DCM), delle abilità visuo-spaziali (disturbo di apprendimento non verbale) e delle, abilità logico-cognitive (funzionamento intellettivo limite) e che possono produrre molti effetti negativi sul, percorso scolastico degli alunni, oltre a dare inizio a una serie di reazioni quali bassa autostima, scarsa. le famiglie e l’amministrazione scolastica. • learning organization (apprendimento organizzativo): avviene quando i membri agiscono come, attori di apprendimento, cioè quando informazioni, esperienze, valutazioni di ciascuno diventano. Occuparsi in maniera efficace ed efficiente di tutti gli alunni che presentano qualsiasi difficoltà di. delle sue specificità, valorizzandone le potenzialità. di solito di tipo compensativo, che possono garantire un vero successo formativo e dare comunque autonomia. Sarebbe stato molto utile fondere il, CTS e il GLIP. Nelle classi ci possono essere anche soggetti con varie difficoltà, emozionali: timidezza, collera, ansia, inibizione ecc. che comporterebbero un maggior carico di lavoro per i docenti. Storia Della Lingua - Documento contenente gli appunti presi a lezione e riassunti dei seguenti libri: La Progettazione didattica attraverso il SOFE, Docsity concetti chiave del libro alunni non solo dislessia, Docsity riassunto psicologia dello sviluppo santrock 2, Docsity mente e corpo dai dilemmi della filosofia alle ipotesi della neuroscienza 1, Docsity riassunto di gli adolescenti di palmonari a 2001, Appunti totali pdf - pedagogia interculturale, Serianni+Patota - riassunti di entrambi i libri. Un’altra caratteristica importante e positiva del concetto di BES è quella del minor impatto stigmatizzante, in quanto il concetto di BES deriva da un modello globale di funzionamento educativo e apprenditivo ed è, considerato come transitorio e reversibile, per questo l’impatto psicologico e sociale di questa valutazione e di. Come noto, questo documento prende il nome PEI (piano educativo individualizzato) per gli alunni con disabilità, di PDP. Forma il GLI, dà indirizzi sui PDP, dà impulso alla formazione. La valutazione del bisogno educativo, speciale deve difendere il bambino tanto da un eccesso di preoccupazione, quanto da una scarsa, preoccupazione, da un non rilevare in anticipo possibili fonti di difficoltà e di scarso funzionamento educativo-, apprenditivo. Come tutti gli strumenti, anche quelli, compensativi vanno valutati innanzitutto in base alla loro efficacia; se non compensano non servono, a nulla. percorso di formazione perché è assolutamente irrealistico pensare che si sviluppino autonomamente. Il titolare poi torna a scuola per depositare la, Per questi alunni la Direttiva richiede la diagnosi di un medico specialista dell’Asl, questa diagnosi può essere, effettuata dopo lo svolgimento della seconda classe primaria. funzionamento dell’alunno all’interno della classe. Per lo svolgimento delle, proprie attività e la comunicazione con l’esterno, sia i CTS che il MIUR attiveranno siti web con sezioni, riservate alle famiglie degli alunni con BES. I due documenti affermano che ormai si è. completato il ciclo della normativa inclusiva. Il concetto di bisogno educativo speciale è una macrocategoria che comprende dentro di sé tutte le possibili, difficoltà educative-apprenditive degli alunni, sia le situazioni considerate tradizionalmente come disabilità, mentale, fisica, sensoriale, sia quelle di deficit attentivo, ad esempio, e altre varie situazioni di problematicità, psicologiche, comportamentale, relazionale, apprenditiva, di contesto socioculturale ecc. nell’apprendimento e nell’educazione, come le allergie, intolleranze alimentari, disturbi della crescita ecc. Il PAI è non solo un piano per gli alunni BES, ma è una, programmazione generale della didattica della scuola, che ha il fine di favorire la crescita nella qualità, L’articolazione organizzativa Legge 104/92 e Legge 107/10, La Circolare dà opportunamente molto spazio agli GLI (Gruppi di Lavoro per l’Inclusione)a livello delle, singole scuole e ai CTS (Centri Territoriali per l’Inclusione) a livello di reti di scuole nell’ambito di un distretto, sociosanitario (CTI). Piano Annuale per l’Inclusività (C.M. valutazione al pari di tutti gli altri alunni. tenuti in considerazione i limiti di questo approccio, per cercare di renderli meno determinante possibile. Ci sono state obiezioni e critiche mosse da gruppi di docenti che lamentano l’aumento del lavoro e per giunta, lo stipendio è tra il più basso in Europa. Le, disposizioni ministeriali parlando di una didattica inclusiva, per tutta la classe, che non si riduca ad un semplice, assemblaggio del PEI per l'alunno con disabilità, del PDP per quelli con DSA o BES, ma vi è la necessità di, modificare in senso inclusivo e tramite la strutturazione interna di strategie e percorsi di adattamento e. differenziazione il percorso formativo del bambino, per giungere a individualizzazioni e personalizzazioni. 1. 34) secondo cui la scuola è aperta a tutti. se adeguatamente affrontata, porta il soggetto a un “funzionamento unico“, con modalità originali o diverse. Leggere le situazioni degli alunni attraverso il concetto di bisogno educativo speciale, fondato su base ICF, (classificazione del funzionamento, della disabilità e della salute) possa far fare al nostro sistema di istruzione, un significativo passo in avanti verso la piena inclusione. strumenti compensativi e dispensativi per gli alunni con DSA esso è bensì 10 strumento in cui si potranno, ad esempio, includere progeftazioni didaffico educative calibrate sui livelli per le competenze in uscita (di cui moltissimi alunni minimi attesi con BES … processi inclusivi nella scuola primaria e gli alunni con “BES (SEN)” ed è stato condotto nel triennio relativo agli aa.aa. La risposta è certamente positiva, purchè essi si rivelino davvero utili e, in riferimento ad ogni specifica situazione di difficoltà o bisogno. che la progettazione didattico-educativa individuale, anche in assenza di un certificato clinico-diagnostico, apre la possibilità alla scuola di una messa in atto di interventi più precoci e maggiormente efficaci proprio, nella cornice evolutiva dello sviluppo e apprendimento delle abilità. Tutti i fattori ambientali vanno considerati poiché se non si considerano nel loro influsso, positivo/negativo l’analisi non sarà bio-psico-sociale. aspettative standard e culturali storicamente determinanti. La predisposizione di un PDP unico per tutti gli. Restano. Può verificarsi, però, anche una situazione in cui il danno non sia attualmente osservabile in maniera chiara, in questo caso si potrebbe assumere come criterio quello dell’ostacolo: un funzionamento problematico è tale, per quel bambino se lo ostacola nel suo sviluppo futuro. In passato, la situazione era differente, poiché le risorse principali. 1 ALUNNI CON BES Introduzione. Gli alunni con disabilità si trovano inseriti all’interno di un contesto sempre più variegato, dove la discriminante tradizionale - alunni con disabilità / alunni senza disabilità - non rispecchia pienamente … La motivazione di questa raccomandazione del MIUR alle, istituzioni scolastiche è basata sulla rilevazione che le risorse a disposizione del Servizio Sanitario Nazionale, sono insufficienti per riuscire in tempi brevi a soddisfare le richieste di accertamento per casi sospetti di DSA, che pervengono dalle famiglie, elemento che non consentirebbe ai fini scolastici di mettere in atto una rapida. CAPITOLO 1 - “I punti chiave della DM 27/12/2012 e della CM n. 8 6/3/2013”, Didattica inclusiva e Bisogni Educativi Speciali, Negli anni ‘70 fu raggiunto il traguardo dell’integrazione degli alunni esclusi, allora con varie forme di, disabilità, e questo obiettivo fu di grande portata civile politica poiché diede un corso particolare al dibattito e, alla ricerca in questo campo.Tuttavia fino al 2011 furono lamentate varie difficoltà in cui la scuola si trovava, rispetto a motivi governativi e burocratici dei bambini con difficoltà, proponendo infine strategie migliorative, ai vari livelli educativi. La scuola oggi è molto spesso uno spaccato del mondo, con le sue tante sfaccettature; ogni classe si presenta perciò eterogenea a più livelli: in aula vi sono infatti differenze che vanno dal paese di provenienza di ciascun alunno alle differenze di tipo socioeconomico delle famiglie a quelle di tipo culturale, fino ad arrivare alle preferenze e alle attitudini di ciascun individuo. Una didattica, inclusiva deve realizzare apprendimento e partecipazione piena per tutti gli alunni, tenendo conto di tre, 1. fattori contestuali personali riguardavano il sesso, la razza, l’età, altre condizioni di salute, le abitudini, l’educazione ricevuta ecc. 2. Il corpo del bambino agisce nel mondo sviluppando reali, capacità e attività personali e partecipa socialmente ai vari ruoli familiari, comunitari, scolastici, ecc. Per comprendere una situazione di BES non ci servono dunque diagnosi cliniche, ma osservazione e valutazione delle reali interazioni tra i vari fattori ICF, per capire se il funzionamento per, Se la situazione si rivela essere problematica in confronto a tre criteri oggettivi (danno, ostacolo, stigma. Il, primo intervento per l’alunno con bisogni educativi speciali è proprio una didattica efficace che tenga conto. Dovrà contenere almeno le. Ne consegue che, non ha senso inserire forzatamente in tutti i PDP degli alunni con BES una sezione dedicata agli, strumenti compensativi, come per i DSA, ma che essa dovrà derivare da una specifica scelta da. Gli. approfondimento della difficoltà e di successivo intervento di individualizzazione e di educazione speciale. Esiste una gerarchia funzionale che va rispettata: 1. prima di tutto vengono gli interventi di tipo abilitativo, finalizzati cioè a dare delle abilità, tra i quali, rientra certamente, anche se non è l’unico, l’insegnamento (sosteniamo il bambino a imparare ad, 2. quando l’intervento abilitativo non è efficace si può ricorrere, se esiste, ad un intervento di tipo, compensativo, individuando un sistema alternativo per raggiungere, almeno in modo parziale o in, alcune limitate circostanze, risultati funzionalmente equivalenti (usiamo scarpe con strappo per, 3. infine, se non ha funzionato l’intervento abilitativo e non sono stati individuati sistemi compensativi, efficaci, è possibile prevedere anche una strategia di tipo dispensativa, che non risolve i problemi. La prospettiva della scuola italiana, rispetto all’inclusività va nella stessa direzione, ovvero verso una scuola inclusiva in cui si estendano i diritti, di individualizzazione e personalizzazione. Si ha bisogno di un riconoscimento più ampio, che non distingua tra bisogni di serie A e bisogni di. Quali misure “DISPENSATIVE” per gli alunni con BES? fondamento di interventi pedagogici e didattici personalizzati. Uno strumento recentemente, sviluppato, per supportare gli insegnanti in una prima fase di osservazione e rilevazione e programmare attività, di recupero e di potenziamento per gli alunni con BES è GiADA. L’alunno deve contattare la scuola sede d’esami, producendo la certificazione di disabilità rilasciata, dall’Asl. Questa nuova visione in Italia si sta fortemente, diffondendo: il modello ICF dell’Organizzazione Mondiale della Sanità è radicalmente bio-psico-sociale, cioè, ci obbliga a considerare la globalità e la complessità dei funzionamenti delle persone. In particolar modo la Direttiva, ha il merito di intervenire direttamente e concretamente nel campo dei disturbi evolutivi specifici riconoscendo. In Europa e in altri, Paesi anglosassoni si era affermata una normativa inclusiva che riguardasse gli alunni con difficoltà di, apprendimento dovute a svantaggio socio-culturale e ambientale e al disagio familiare e personale (di cui in, Italia non si era per niente tenuto conto); cominciò anche da noi a sorgere, allora, l’interesse per questi altri. • presenza di personale di supporto (assistenti all’autonomia). Il termine “collaborazione”, con la famiglia indica un ruolo diverso, ma nonna subalterno, della famiglia rispetta quella delle soggetti. Con questo possiamo, quindi, capire che le misure dispensative da un lato, agevolano l’alunno, alleggerendolo dalle difficoltà per lui insuperabili, ma allo stesso tempo lo privano della, possibilità di essere completamente autonomo se non vengono applicate unitamente agli strumenti. Questi contesti potranno essere dei mediatori facilitanti o delle barriere. Da considerare infine il ruolo della, famiglia che interviene come soggetto portatore di interessi (la tutela del figlio) ma anche come risorsa, educativa preziosa fonte di informazioni. ma esistono anche altre, difficoltà di origine sociale ed economica: povertà, deprivazione culturale, difficoltà lavorative ecc. Per comprendere meglio questo intreccio e leggerlo nella mescolanza delle sue, componenti è bene fare riferimento al modello ICF dell’organizzazione Mondiale della Sanità. compensativi. gli enti locali, le Asl e le associazioni territoriali. Se un alunno è seguito, da più di un docente per il sostegno, essi potranno tutti insieme esprimere un solo voto e lo stesso accade per, la valutazione dei compagni. Tuttavia è necessario che la loro introduzione sia condivisa con la famiglia così da, predisporre il terreno nel modo migliore possibile per un apprendimento cognitivo. Le nuove indicazioni consentono alla scuola, l’introduzione degli strumenti compensativi e dispensativi che possono avere carattere transitorio a fronte, delle difficoltà manifestate. Università. Per rendere più facile il coordinamento di tutte le singole azioni, previste, la Direttiva e la Circolare invitano i CTS e le scuole singole, a stipulare accordi di programma con. riducendo il numero delle scelte Internet alternative o di situazioni potenzialmente fuorviante. • rappresentano una semplice presa d’atto della situazione ma non modificano le competenze; • riguardano prestazioni, non obiettivi didattici; • hanno lo scopo di evitare che il disturbo o la difficoltà possa comportare un generale insuccesso scolastico con. ... alunni e studenti con BES anche attraverso la redazione di un Piano didattico … Ad esempio può accadere che alcune condizioni di, funzionamento umano incontra difficoltà a ottenere adeguate risposte. quando, i diversi fattori interagiscono in modo positivo, il bambino crescerà sano e funzionerà bene dal punto di vista. Per essere. È parte integrante del POF, per questo la CMn.8 ha previsto che debba essere approvato annualmente entro giugno. possibile oggettivi a tutela del soggetto. Se il GLHO non ritiene che, l’alunno non sia neanche in grado di raggiungere gli apprendimenti intorno alla sufficienza, allora delibera un, PEI differenziato che dà diritto solo al rilascio di un attestato. Ciò è fondamentale, ma, il riconoscimento del valore delle differenze di ognuno di noi può portarci a ignorare che esistono delle. L’adozione una, didattica personalizzata e individualizzata può essere adottata dal Consiglio di classe o dal team docenti ogni, qualvolta se ne riconosca la necessità. Si tratta di, un aiuto necessariamente temporaneo inserito in un processo che porta a raggiungere obiettivi che da sole il, soggetto non avrebbe mai potuto raggiungere. Al livello micro-organizzativo è previso l’attivo e diretto coinvolgimento. 4.1 STRUMENTI DI INTERVENTO PER ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI 55 Bisogni Educativi Speciali (BES) Alunni con disturbi specifici Alunni con deficit da disturbo dell’attenzione e dell’iperattività Funzionamento cognitivo limite Adozione di strategie di intervento per i BES … competenze compensative: non basta saper usare il computer quanto usarlo in modo maturo e critico. NellanostraScuola c’è da tempo l’integrazione degli alunni con disabilità (fatta più o meno bene; si veda Canevaro et al. È bene precisare che i, risultati delle prove degli alunni con disabilità certificata e DSA diagnosticati sono trasmessi all’invalsi, ma. Il piano educativo individualizzato - Dario Ianes – Sofia Cramerotti, D. Ianes, S. Cramerotti, Alunni con BES: Bisogni Educativi Speciali (riassunto), Alunni con BES - Bisogni Educativi Speciali, Il piano di vita individualizzato - progetto di vita, Riassunto del libro "La speciale noramlità" di Ianes. Libera Università Maria Santissima Assunta. razionalizzare le risposte organizzative, semplificare l’organizzazione didattica ed educativa (standard). Potremmo incontrare anche casi in cui non sia dimostrabile un danno o un ostacolo al bambino o ad altri da, parte del suo scarso funzionamento educativo-apprenditivo, in questi casi dovremmo analizzare la situazione. In quei casi invece in cui la difficoltà, di funzionamento danneggi direttamente il bambino oltre che gli altri, lo ostacoli o lo stigmatizzi è evidente la, necessità di prendersene cura. Le condizioni fisiche problematiche possono generare delle difficoltà. GiADA è una piattaforma che rappresenta, nel panorama italiano innovativo sistema per la valutazione e l’intervento nelle abilità e nelle difficoltà di, apprendimento di lettura, scrittura e calcolo. Quali strumenti “COMPENSATIVI” per gli alunni con BES, La strategia compensativa è una risorsa molto importante perché per mezzo di essa è possibile superare, del. Accorgersi di tutte le difficoltà, anche quelle meno evidenti, in tutti gli alunni; 4. azione di personalizzazione didattica, lasciando così senza tutele normative gli alunni con DSA. In primis essa riguarda la didattica intesa come scienza di, collegamento tra l’insegnamento e l’apprendimento infatti promuove la qualità del processo di, insegnamento- apprendimento. Sempre l’art.15, stabilisce che, in caso di, divergenza di pareri tra il Consiglio di classe, la famiglia, prevalga la volontà della famiglia; è necessario che, quest’ultima sia bene informata, in quanto la valutazione finale del figlio sarà uguale a quella di tutti gli altri, compagni. La scuola può programmare attività didattiche mirate per, recuperare le difficoltà di letto-scrittura, ad esempio attraverso la predisposizione di piani didattici che si, focalizzano sugli aspetti della consapevolezza fonologica e in particolar modo sull’analisi dei suoni all’interno, della parola, per supportare l’apprendimento della scrittura, o sulla fusione dei suoni per supportare, l’apprendimento della lettura anche attraverso l’utilizzo di materiale strutturato. successivamente spetterà al “Gruppo di lavoro per l’Inclusione” (GLI) il riceve e l’elabora queste, progettazioni. pubblici e professionali, in quanto beneficiario del servizio. funzionale e secondario delle difficoltà incontrate. come anche le condizioni di deficit del linguaggio, delle abilità non verbali, della coordinazione motoria, dell’attenzione e dell’iperattività e del funzionamento intellettivo limite hanno il diritto di ricevere. Il loro interprete è Luigi D’Alonzo. necessarie nel prossimo anno scolastico. Il modello di adozione comporta la condivisione di, linguaggio (su base ICF); strumenti operativi; protocolli. ragionare sul concetto di “inclusione” e di “bisogno educativo speciale”. Il PDP non è un adempimento burocratico ma uno strumento di pianificazione che non deve trasformarsi in, una incombenza fine a sé stessa. 3. Ci pare utile citare qui la definizione che di Bisogni Educativi Speciali dà Dario Ianes… curriculari il progetto di inclusione aiutati dai docenti di sostegno). stranieri che arrivarono nelle nostre scuole e ai quali inizialmente furono offerte ore di sostegno didattico. Attraverso le posizioni, di Maslow, Lewin e Murray in ambito psicologico e di Heidegger in ambito filosofico ci si può accostare al, concetto di bisogno non tanto inteso come mancanza, come deficit negativo, come stato di deficienza, quanto, una condizione ordinaria e fisiologica di interdipendenza la persona necessaria crescere e vivere. Maestro della nostra cultura inclusiva fu Andrea Canevaro. Elabora una breve introduzione che darà agli alunni un riassunto di alcuni dei tuoi beni, interessi e aspirazioni chiave. Questo documento sarà valido per l’iscrizione alla scuola secondaria di secondo, grado e non per l’università. Un’altra componente della definizione dei BES, riguarda la necessità di tracciare il confine tra una deviazione di funzionamento problematico per il contesto, familiare e/o per gli insegnanti e una deviazione di funzionamento realmente problematico anche per il. Questa sensibilità, però, non deve essere eccessiva proprio per evitare che troppi bambini, vengono considerati in situazioni di BES. E ovviamente dragano, progredì vantaggi anche gli insegnanti non sono in termini di efficacia e qualità del proprio insegnamento ma, anche di efficienza, ossia di riduzione della fatica dell’insegnare. sopportare le sollecitazioni che variano nel tempo, anche bruscamente, e usato in contrapposizione a resistenza, che è riferita invece alla capacità di sostenere sforzi regolari e uniformi; la trave che sostiene un edificio dovrà. chiesto di far parte di questo cambiamento. (Ianes, 2005a, 2005b; Ianes e Macchia, 2008). In molte scuole si è, prodotta una forte resistenza per la sua formulazione. La Legge 53/03 ha introdotto il principio della valutazione standardizzata, che è stata applicata secondo 2. L’educazione media questo intreccio, nelle sue molteplici azioni quotidiane, fornendo, stimoli, guida, accompagnamento, feedback, significati, obiettivi e gratificazioni, modelli, ecc.