[68], Nuovi attacchi da parte dei Lucani costrinsero, ancora una volta, i Tarantini a chiedere aiuto ai mercenari della "madre patria": fu ingaggiato questa volta un certo Cleonimo di Sparta (303-302 a.C.), che fu, per챵, sconfitto dalle popolazioni italiche, forse sobillate dagli stessi Romani. Otto anni dopo, Gaio Sempronio Gracco, eletto tribuno della plebe dell'anno 123 a.C., riprese l'azione politica del fratello, spingendola su posizioni sempre pi첫 popolari ed anti-nobiliari, cercando di procurarsi il favore, oltre che dei proletari, anche dei "soci" italici (emarginati politicamente dalle conquiste) e della classe equestre. Il senato, riluttante a imbarcarsi in un'impresa tanto rischiosa, arriv챵 ad uno stallo e la questione venne rimessa all'assemblea popolare: qui maggiore voce in capitolo l'aveva la parte mercantile e popolare di Roma, che era anche interessata al possibile controllo delle ricchezze e delle scorte di grano in Sicilia (isola gi�� nota per le risorse soprattutto nelle citt�� greche), nonch챕 alla possibilit�� di fondare colonie per aprire nuovi mercati e allentare la pressione sociale e demografica nella capitale. La divisione del potere tra i tre fratelli durò poco: Costantino II morì nel 340, mentre cercava di rovesciare Costante I; nel 350 Costante fu rovesciato dall'usurpatore Magnenzio, e poco dopo Costanzo II divenne unico imperatore (dal 353), riunificando ancora una volta l'Impero. Con Foca l'Impero romano d'Oriente precipitò nell'anarchia e nella tirannide e l'Imperatore dispotico venne alla fine detronizzato da Eraclio, il figlio dell'esarca d'Africa, che divenne imperatore. Il 18 settembre 335, Costantino elevò il nipote Dalmazio al rango di cesare, assegnandogli la Thracia, l'Achaea e la Macedonia, con probabile capitale a Naisso[35] e compito principale la difesa di quelle province contro i Goti, che le minacciavano di incursioni. Tre mesi dopo Didio Giuliano riuscì a farlo eliminare dai pretoriani in cambio di forti donazioni. La rapidit�� della campagna indic챵 che Pompeo aveva avuto talento, come generale, anche in mare, con forti capacit�� logistiche. Tito Livio, "Ab Urbe Condita", IV, 4, 59. Si prepar챵 nel contempo la guerra contro Bruto e Cassio e i cesaricidi. Inizi챵 cos챙 la penetrazione nella Pianura Padana, per sbarrare la strada ai Liguri che cercavano la via del sud e per fermare definitivamente il pericolo dei Galli. Anche tra città e campagna, ovviamente tenendo conto del ceto sociale, la qualità di vita era migliore e più agiata per i cittadini, che usufruivano di servizi pubblici come terme, acquedotti, teatri e circhi. "Gli anni dell'anarchia sotto il regno di Foca rappresentano l'ultima fase dell'Impero tardo romano. L'Impero romano è lo Stato romano consolidatosi nell'area euro-mediterranea tra il I secolo a.C. e il XV secolo; in questo articolo si tratta il periodo che va dalla sua fondazione, generalmente indicato con il 27 a.C. (primo anno del principato di Augusto) e il 395, quando dopo la morte di Teodosio I, l'Impero fu suddiviso dal punto di vista amministrativo ma non politico in una pars occidentalis e in una pars orientalis. Morto Mario, e trovandosi Quinto Sertorio in Spagna, forse l'unico tra i mariani che potesse contrastare militarmente Silla, Lucio Cornelio, al ritorno dalla vittoriosa guerra in oriente, ritenne di poter forzare la mano e con l'esercito in armi marci챵 contro Roma nell'82 a.C. Qui, a Porta Collina, Silla ottenne la vittoria decisiva nella guerra civile contro i mariani. Il patto prevedeva la divisione dei territori romani: ad Ottaviano toccarono Siria, Sardegna e Africa proconsolaris. I primi anni della Repubblica furono caratterizzati dalla necessit�� di stabilizzare il nuovo ordine, difendendolo sia da nemici interni (coloro che venivano accusati di voler restaurare il regime monarchico), sia dai nemici esterni, che, contando sulla debolezza del nuovo regime, provarono a recuperare la propria indipendenza dallo Stato romano. Era l'inizio della seconda guerra punica. [106][108] Morto Amilcare il genero ne prese il posto per otto anni e inizi챵 una politica di consolidamento delle conquiste. Nel 364 viene incoronato imperatore Valentiniano I; quest'ultimo, su richiesta dell'esercito, nominò un collega (il fratello Valente) a cui assegnò la parte orientale dell'Impero. I superstiti dell'esercito nemico, guidato dai figli di Pompeo, Gneo e Sesto, trovarono rifugio in Spagna, dove Cesare li raggiunse e li sconfisse, questa volta definitivamente, a Munda (45 a.C.). Fino a questo momento Roma e Cartagine non si erano mai scontrate, al contrario avevano pi첫 volte rinnovato dei trattati di amicizia e alleanza tra loro, che definivano le rispettive zone di influenza. Il Senato di Roma dichiar챵 guerra a Cleopatra, ultima regina tolemaica di Egitto, sul finire del 32 a.C. Antonio e Cleopatra furono sconfitti nella battaglia di Azio, del 2 settembre 31 a.C. e si suicidarono entrambi, l'anno successivo in Egitto.[221]. Invece l'atmosfera di serenit�� e moderazione che accompagn챵 la gestione del governo, port챵 la crescita ad un punto tale che, una volta raggiunta la piena maturit�� delle sue forze, pot챕 dare i frutti migliori della libert��.쨩. Il rapporto tra Crasso e Pompeo non era dei pi첫 idilliaci, ma Cesare con la sua fine abilit�� diplomatica seppe riappacificarli, vedendo in un'alleanza tra i due l'unico modo con cui egli stesso avrebbe potuto raggiungere i vertici del potere. Dall'epoca di Diocleziano, Roma perse il suo ruolo di sede imperiale a favore di altre città (Milano, Treviri, Nicomedia e Sirmio), restando, però, capitale dell'Impero, fino a quando, nel corso del V secolo, si andò sempre più imponendo Costantinopoli (la Nova Roma voluta da Costantino), anche grazie ai mutati rapporti di forza tra un Oriente ancora prospero e un Occidente in balia delle orde barbariche e sempre più prostrato dalla crisi economica, politica e demografica. [60] A sollecitare l'avanzata verso Sud erano infatti interessi di tipo economico e culturale; a frenarla contribuiva invece la presenza di una civilt��, quella della Magna Grecia, ad alto livello di organizzazione militare, politico e culturale, capace di resistere all'espansione romana. Nel 63 a.C., dopo essergli stato pi첫 volte vietato di diventare console, Lucio Sergio Catilina decise di ordire una congiura per rovesciare la Repubblica. Intanto Cartagine, dopo la sconfitta di Annibale, aveva dovuto cedere ai Romani le redditizie conquiste in Spagna, stava pagando pesanti indennit�� (200 talenti d'argento annui per 50 anni) ed era stata pure costretta a prestare un contingente alle forze di Roma nelle guerre contro Antioco III, Filippo V e Perseo. Il senato, infatti, sobillato da Catone il Censore, decise di attaccare Cartagine, e nel 147 a.C. si risolse ad inviare in Africa il console Publio Cornelio Scipione Emiliano, che, dopo un lungo assedio, nel 146 a.C. espugn챵 e rase al suolo la citt��. Bury considera questa la fine reale dell'Impero d'Occidente. Nel 73 a.C., assieme ad alcuni compagni, si ribell챵 a Capua e fugg챙 verso il Vesuvio. Antonelli, pp. Il numero di ribelli crebbe rapidamente fino a 70.000, composti principalmente di schiavi traci, galli e germanici. Furio Camillo, dopo essersi coperto le spalle sbaragliando Capenati e Falisci, intensific챵 l'assedio di Veio, iniziando anche la costruzione di una galleria sotterranea, che arrivava fin sotto la cittadella di Veio. [136][137] Sembra che a questo punto, la maggior parte delle citt�� dell'Asia si arresero al conquistatore pontico, accogliendolo come un liberatore dalle popolazioni locali, stanche del malgoverno romano, identificato da molti nella ristretta cerchia dei pubblicani. Mentre l'Impero d'Occidente declinò durante il V secolo, il più ricco Impero d'Oriente continuò ad esistere per oltre un millennio, con capitale Costantinopoli. Gli storici che lavoravano nell'alveo rinascimentale pensavano alla storia ordinandola in tre fasi: Inseriti in questo schema ideologico di pensiero, Du Cange e i suoi contemporanei non potevano accettare che i bizantini fossero greci o romani, visto che, sotteso ai termini greci e romani, c'era il glorioso periodo classico terminato con la caduta di Roma. A quel punto, dopo l'eliminazione graduale di tutti i contendenti nell'arco di sei anni, da Bruto e Cassio, a Sesto Pompeo e Lepido, la situazione rimase nelle sole mani di Ottaviano, in Occidente, e Antonio, in Oriente, portando un inevitabile aumento dei contrasti tra i due triumviri, ciascuno troppo ingombrante per l'altro, tanto pi첫 che i successi ottenuti nelle campagne militari di Ottaviano in Illirico (35-33 a.C.) e contro Lepido non erano stati compensati da Antonio in Oriente contro i Parti, limitandosi alla sola acquisizione in dote dell'Armenia. Morirà assassinato dal suo luogotenente Treboniano Gallo, mentre combatteva contro i Goti in Mesia. Augusto Fraschetti, Cesare, Laterza, Roma-Bari, 2004. Nel 192 riuscì ad acquistare il titolo di imperatore Pertinace. I primi anni della Repubblica (509-496 a.C.), Primi scontri con Equi, Volsci ed Ernici (493-480 a.C.), Tra i bellicosi popoli vicini e le tensioni interne, Dalle guerre sannitiche alla conquista della Magna Grecia (343 - 272 a.C.), Roma e la Magna Grecia, fino a Pirro (280-272 a.C.), La Repubblica mediterranea (264-146 a.C.), Dalla prima guerra punica all'instaurazione delle province di Sicilia e Sardegna (264-237 a.C.), Illiri e Celti della pianura padana (230-219 a.C.), La sottomissione della Gallia Cisalpina (219-175 a.C.), Espansione in Oriente: Grecia, Macedonia e Asia Minore fino alla fine di Cartagine (200-146 a.C.), Fine della potenza cartaginese (149-146 a.C.), Tramonto della Repubblica romana (146-31 a.C.), Nuovo espansionismo mediterraneo: Spagna, Gallia Narbonense e Asia (133-121 a.C.), Le riforme dei Gracchi (133 a.C. ��� 121 a.C.), Giugurta, i Germani e Gaio Mario (112 a.C. ��� 100 a.C.), Dal primo triumvirato al passaggio del Rubicone (59 a.C.-49 a.C.), Dal passaggio del Rubicone alla morte di Cesare (49 a.C.-44 a.C.). I due generali si scontrarono nel 202 a.C. a Zama, e l'esercito romano ottenne una sofferta ma decisiva vittoria, che costrinse Cartagine a capitolare e ad accettare le dure condizioni di pace imposte da Roma. Che Eraclio sia l'artefice dei temi è sostenuto da Ostrogorsky e da altri storici. Al tempo dell'esistenza dell'Impero bizantino, molte popolazioni continuarono a chiamarlo «romano» (ad esempio i Persiani, gli Arabi e i Turchi) mentre le popolazioni dell'occidente latino (ma anche gli Slavi), soprattutto dopo l'800 (incoronazione di Carlo Magno), lo definivano «Impero greco», per la sua ellenicità. Per quel compito i Romani elessero un Rex sacrorum o "Re delle cose sacre". Infatti cosa ne sarebbe stato di quel gruppo di pastori e di popolazione se, fuggiti dai loro paesi per cercare la libert�� o l'impunit�� nel recinto inviolabile di un tempio, si fossero resi liberi dalla paura di un re e si fossero lasciati condizionare dai discorsi faziosi dei tribuni e a scontrarsi verbalmente con i patres di una citt�� che non era la loro, prima che l'amore coniugale, l'amore paterno e l'attaccamento alla terra stessa, sentimento consuetudinario, non avessero unito i loro animi? Rodi, invece, rimase fedele a Roma. Nel 23 a.C. rinunciò a questa carica, ma si assicurò il controllo effettivo, assumendo alcune "prerogative" legate alle antiche magistrature repubblicane. All instructional videos by Phil Chenevert and Daniel (Great Plains) have been relocated to their own website called LibriVideo. Nel corso delle invasioni del V secolo, quindi, più gruppi di barbari decisero di coalizzarsi tra loro, formando delle supercoalizioni di 20 000-30 000 guerrieri difficili da arrestare per i Romani: per esempio dall'unione tra Vandali Asdingi, Silingi e Alani nacque la supercoalizione vandalo-alana, oppure anche Visigoti e Ostrogoti furono il risultato della coalizione tra più tribù germaniche. I Galli, guidati dal condottiero Brenno, sconfissero un'armata romana di circa 15.000 soldati[39] e incalzarono i fuggitivi fin dentro la stessa citt��, che fu costretta a subire una parziale occupazione e un umiliante sacco,[43][44] prima che gli occupanti fossero scacciati[40][43][45] o, secondo altre fonti, convinti ad andarsene dietro pagamento di un riscatto.[39][42][46][47]. Per consolidare la sua vittoria Silla si fece eleggere dittatore a vita e inizi챵 una vasta e sistematica persecuzione nei confronti dei rappresentanti della parte avversa (le liste di proscrizione sillane) da cui il giovane Giulio Cesare, nipote di Gaio Mario, riusc챙 a stento a sottrarsi. - Casa Generalizia Società San Paolo, 1982. Se per alcuni - e in parte per gli stessi antichi - già l'assunzione nel 49 a.C. della dittatura da parte di Gaio Giulio Cesare può segnare la fine della Repubblica e l'inizio di una nuova forma di governo (tanto che il nome stesso di caesar divenne titolo e sinonimo di imperatore), è anche vero che per essi l'impero di Roma esisteva già da tempo, da quando cioè la città repubblicana aveva iniziato a legare a sé i territori conquistati sotto forma di province, estendendo su di esse il proprio imperium, cioè l'autorità politico-militare dei propri magistrati (ciò accadde a partire dalla Sicilia, nel 241 a.C.). Carino fu imperatore dal 284 al 285. Venne nominato suo successore in Occidente il figlio Graziano, che lo divise fra lui e il fratellastro Valentiniano II. [50] Nel 348 a.C. rinnov챵 il trattato con Cartagine, gi�� stipulato al tempo del passaggio dalla monarchia alla repubblica, attorno al 509 a.C. Tra il 343 a.C. e il 341 a.C. Roma dovette affrontare il primo dei tre confronti con il bellicoso popolo dei Sanniti. L'episodio del Sacco di Roma ebbe l'effetto di indebolire Roma e rivitalizzare la speranza dei popoli confinanti di riuscire ad intaccare la potenza romana. I due maggiori furono adottati dal nonno con l'intento di farne i suoi successori, ma morirono anch'essi in giovane età. Part챙 dunque per l'Africa, dove i pompeiani si erano riorganizzati sotto il comando di Catone il giovane, e li sconfisse a Tapso (46 a.C.). La conseguenza finale fu la caduta della stessa struttura imperiale. La guerra, che si protrasse per circa un ventennio (dal 219 a.C. al 202 a.C.), pu챵 a buon diritto essere considerata una specie di "guerra mondiale". Lo storico Ronald Syme ha chiamato il periodo di passaggio dalla Repubblica al principato augusteo "rivoluzione romana"[128]. ... Dalla crisi uscì una nuova Bisanzio, liberata ormai dall'eredità del decadente stato tardo-romano e alimentata da nuove forze. [82][83] I Tarantini, che stavano celebrando in un teatro affacciato sul mare delle feste[84] in onore del dio Dioniso, in preda all'ebbrezza, scorte le navi romane, credettero che esse stessero avanzando contro di loro e le attaccarono:[82][83] ne affondarono quattro e una fu catturata, mentre cinque riuscirono a fuggire;[81][85] tra i Romani catturati, alcuni furono imprigionati, altri mandati a morte.[83][85]. La supremazia dei romani sui Volsci non fu comunque mai in dubbio, come dimostrano le vittorie romane ad Anzio nel 408 a.C. e ad Anxur[30] nel 406 a.C., conquistata e saccheggiata dai romani. Malgrado il fallimento della tetrarchia, materializzatosi con il ritiro a vita privata di Diocleziano e le conseguenti guerre civili, si andò imponendo una forma di monarchia assoluta detta Dominato dagli storici moderni, fondata sulla predominanza dell'esercito e su una forte burocrazia. Ottaviano agì astutamente. L'agricoltura su vasta scala nella penisola italiana dipendeva, inoltre, dallo sfruttamento degli schiavi nelle grandi propriet�� terriere (latifundia). I Sacri Romani Imperatori si consideravano, come i Bizantini, i successori dell'Impero romano, grazie all'incoronazione papale, anche se da un punto di vista strettamente giuridico l'incoronazione non aveva basi nel diritto di allora. Nel 196 a.C. Flaminino proclam챵 la libert�� della Grecia e nel 194 a.C. lasci챵 la Grecia insieme alle legioni, nella convinzione che la regione avesse trovato un suo equilibrio. Ai Cartaginesi appartenevano oltre ai territori africani, anche quelli di Sardegna e Corsica, oltre a Malta, Pantelleria, parte della Sicilia occidentale (quella orientale era invece sotto il controllo dei Greci, in costante lotta con i Punici) e le Baleari. Escludendo questi tre ultimi Stati che sostenevano di essere successori dell'Impero, e dando per vera la data tradizionale della fondazione di Roma, lo Stato romano durò dal 753 a.C. al 1453, per un totale di 2.206 anni. Iniziata nel 477 a.C. (battaglia del Cremera), la guerra si conclude nel 396 a.C. con la distruzione della citt�� etrusca ad opera di Furio Camillo, dopo un assedio di dieci anni. [198][199] Sfuggito poi ad un attentato da parte dei congiurati,[200] Cicerone convoc챵 il senato nel tempio di Giove Statore, dove pronunci챵 una violenta accusa a Catilina, con il discorso noto come Prima Catilinaria. [127] Questa la descrizione che ne fece Floro: 짬Non vi fu altra guerra pi첫 temibile per la sua fama, poich챕 i Romani pensavano ai Persiani ed all'Oriente, a Serse ed a Dario, ai giorni in cui si diceva che monti inaccessibili erano stati scavati e che il mare era stato coperto di vele.쨩. Nel periodo successivo, dal 487 a.C. al 480 a.C., Roma torn챵 ad essere impegnata in una serie di scontri con le popolazioni vicine di Volsci, Ernici, Equi, oltre agli Etruschi della citt�� di Veio, quasi tutti dall'esito favorevole, anche se nel 484 a.C. i Romani subirono una pesante sconfitta in battaglia da parte dei Volsci davanti alle porte di Anzio[22], e la vittoria dei romani sui vejenti nel 480 a.C. cost챵 loro pesantissime perdite, tra le quali quella del console Gneo Manlio Cincinnato[23]. Nel frattempo nelle Gallie emergeva la figura del generale Flavio Ezio, uno degli ultimi grandi generali romani; questi, con l'aiuto dei suoi alleati Unni, riuscì a contenere le pretese espansionistiche di Visigoti e Burgundi in Gallia e a recuperare l'Armorica, che si era staccata dall'Impero essendo in quella regione insorti i contadini briganti (i cosiddetti Bagaudi). Una volta che venne stabilito un comando unificato sotto Marco Licinio Crasso, che aveva sei legioni, la ribellione venne schiacciata nel 71 a.C. Circa diecimila schiavi fuggirono dal campo di battaglia. Pur non essendo il più vasto stato dell'antichità, spettando tali primati all'impero achemenide, cinese, e Xiongnu[11][12], quello di Roma è considerato il più grande per gestione e qualità del territorio, organizzazione socio-politica, e per l'importante eredità lasciata nella storia dell'umanità. A quell'epoca, l'Impero di Bisanzio era ancora internazionalmente riconosciuto come un "impero romano",[53] pur non negando la sua grecità;[54] le fonti papali definivano all'epoca l'Impero "Sancta Res pubblica", "Res pubblica" o "Res Pubblica Romanorum". La guerra, la cui iniziativa rimase comunque costantemente in mano ai romani, sembr챵 potesse volgere a favore dei Sanniti, tra il 310 a.C. e il 309 a.C., periodo in cui riprese lo scontro tra Romani ed Etruschi, e nel quale, per la prima volta, l'esercito romano si avventur챵 oltre la Selva Cimina[56], in pieno territorio etrusco.