L’attività che, invece, solo recentemente a posto in essere l’Ing Guido Gay titolare della società “Gaymarine S.r.l.”, che da molti anni conduce in zona sperimentazioni di innovative apparecchiature di esplorazione subacquea, da lui ideate e costruite (con particolare riferimento al proprio sistema esclusivo - robot subacqueo - denominato PLUTO PALLA) ha invece dimostrato in maniera inequivocabile, attraverso pregevoli immagini video, che le anomalie registrate dalle sue apparecchiature sono effettivamente i resti del relitto della Corazzata ROMA. ed il patrocinio dell'Associazione Regia Nave ROMA, è lieta di presentare l'award "Regia Corazzata Roma". } La nave era stata affondata da due bombe tedesche il 9 settembre del 1943, con 1352 vittime. Tutte queste attività di ricerca non sono riuscite a confermare la presenza dei resti della Corazzata Roma nei punti dove si erano verificate le anomalie. Nella tragedia perse la vita tutto lo Stato Maggiore, compresi l’Ammiraglio Bergamini, Comandante in Capo delle Forze nazionali da Battaglia e il Contrammiraglio Stanislao Caraciotti, membro di una famiglia aristocratica originaria di Terni, insieme a 1393 marinai. Slideshow con immagini di repertorio della Corazzata Roma e dei sopravvissuti non inserite nella pubblicazione. w.addEventListener("load", loader, false); A dare la notizia un comunicato della Marina militare. Purtroppo, su tali fondali i sistemi e le apparecchiature in dotazione alle unita militari non avevano la risoluzione adeguata per evidenziare i presunti due tronconi affondati del relitto della Roma. | admin area | a project by CCARE. Gay e ripetute in presenza del personale della Marina Militare il 28 giugno 2012 per la successiva certificazione. A bodo della Roma morirono 1.352 marinai, insieme al I limiti di impiego dei sistemi e mezzi di allora e la mancata integrazione progressiva dei risultati ottenuti nelle campagne porto, quindi, all’istituzione nel 2007 di una Cellula di valutazione composta di un gruppo di esperti specialisti Marina Militare sia nel campo subacqueo, che nel settore idrografico presso il Comando Subacquei ed Incursori del Varignano, dove nel tempo fu concentrata tutta la documentazione storica/scientifica - anche di carattere prettamente militare - per una completa analisi storica. Tutte e tre le navi ammiraglia delle Marine dell’Asse sono state affondate. Le prime ed esclusive immagini del relitto sono state riprese dall’ Ingegner Guido Gay titolare della società Gaymarine S.r.l. Azionemare è un progetto di ricerca, conoscenza e divulgazione, promosso da Guido Gay, ingegnere. Sardegna: identificato relitto cacciatorpediniere Da Noli, più vicino ritrovamento corazzata Roma, in Adnkronos, settembre 2009, adnkronos. La Bismarck fu una nave da battaglia tedesca della seconda guerra mondiale, così battezzata in onore del cancelliere del XIX secolo Otto von Bismarck (1815-1898). Un troncone del relitto è adagiata a circa 1000 metri di profondità a circa 15 miglia dalla costa sarda. 3 luglio 2012: FONTE-Marina Militare-Nel Golfo dell’Asinara è stata finalmente identificata una parte del relitto della Corazzata Roma, adagiata a circa 1000 metri di profondità ed a circa 16 miglia dalla costa sarda . Nel 70 anniversario dell'affondamento della Regia Corazzata ROMA, l'Associazione Radioamatori Marinai Italiani con il consenso dell'A.R.I. Ritrovato all’Asinara il relitto della corazzata Roma La nave della Marina militare italiana fu affondata nel 1943 da due bombe tedesche: le vittime furono 1352 28 Giugno 2012 } else { Il Centro Studi Malfatti ringrazia il Dott. La corazzata Roma era l'orgoglio del Duce. tag.parentNode.insertBefore(s, tag); Sono state le immagini di uno dei suoi cannoni (per un totale di 12) a consentirne il riconoscimento da parte di ufficiali della Marina. Gay, sono stati imbarcati su tale unità 2 Ufficiali della Marina Militare (uno specialista idrografo ed un ufficiale specialista in pubblica informazione) alla presenza dei quali é stata confermata l’inequivocabile coerenza delle immagini già riprese per la prima volta il 17 giugno 2012 dallo stesso Ing. Le immagini si riferiscono al momento della scoperta, quando le telecamere hanno potuto mostrare l’artiglieria antiaerea della nave, costituita da cannoni Ansaldo 90/53, da mitragliatrici Breda da 37/54 mm con i parafiamma sulle canne e dalle mitragliatrici da 20/65 mm. Una prima fase di ricerca, svolta dal 1996 al 2003, ha visto impegnate le unita idroceanografiche MAGNAGHI (1996 e 2000) e MIRTO (1997) in esplorazioni di aree circoscritte ai punti di affondamento riportati dall’archivio storico della Marina Militare. La corrazzata Roma, terza unità della classe Littorio, consegnata alla Regia Marina il 14 giugno 1942, con le sue 45.000 tonnellate rappresentò l’apice della produzione navale bellica italiana di tutti i tempi, basti pensare che, a titolo di puro raffronto, il tonnellaggio dell’attuale ammiraglia portaerei Cavour è circa la metà. La successiva attività di mappatura svolta nel 2007 vide impegnate nave ANTEO e le navi idrografiche ARETUSA e MAGNAGHI, equipaggiate con sistemi di mappatura a copertura totale per la batimetria. Tutti i diritti sono riservati: riproduzione e/o diffusione solo se concessi dall’Autore. I moderni sistemi impiegati consentirono di mappare in modo completo i fondali fino ad una profondità massima di circa 500/600 metri, localizzando circa 100 anomalie compatibili con le dimensioni di due tronconi del ROMA visti affondare il 9 settembre su fondali regolari. } else if (w.attachEvent) { privacy policy Guido Gay, sono stati imbarcati sul Daedalus due Ufficiali della Marina Militare, alla presenza dei quali é stato confermato il ritrovamento del relitto della Corazzata Roma, le … Ritrovamento della corazzata Roma IL RACCONTO DI Guido Gay Fra le navi importanti che giacciono in fondo al mare e in particolare nel Mar Mediterraneo, la Corazzata Roma dopo 69 anni rappresentava ancora un mistero ed è stato un obiettivo ambìto per alcuni ricercatori. Nell’affondamento della Corazzata Roma persero la vita 1352 marinai, inghiottiti dagli abissi insieme al Comandante delle Forze navali da battaglia della Regia Marina, l'Ammiraglio Carlo Bergamini, Medaglia d'Oro al Valor Militare. Intervista ad Andrea Amici a Porto Torres e conferenza a Sassari , giugno 2010. w.attachEvent("onload", loader); Ugo Gerini autore del libro “CORAZZATA ROMA, DESTINAZIONE FINALE” e l’Ing. Per l’occasione, e su invito dello stesso Ing. Dopo decenni di inutili ricerche il relitto è stato finalmente scoperto grazie alla tecnologia inventata dall’ingegnere Guido Gay che, con il sottomarino a comando remoto “Pluto Palla”, lo ha individuato il 28 giugno 2012 ad oltre 1.000 metri di profondità ed a 16 miglia dalla costa nel golfo dell’Asinara. Guido Gay per la concessione delle immagini. La corazzata Roma a 1000 metri di profondità: lo spettacolare video della nave da battaglia affondata dai tedeschi nel ’43 La Playlist Cronaca di F. Q. In particolare una fotografia è relativa ad una delle grandi quattro eliche di cui era dotata la nave, del diametro di 5 metri. Dagli esiti della ricerca svolta in questi anni la Marina Militare ha, quindi, maturato la consapevolezza che l’attività di ricerca avrebbe dovuto concentrarsi nelle zone più profonde e morfologicamente tormentate del Canyon presente nelle acque del Golfo dell’Asinara su fondali ben superiori ai 600 metri. La corazzata Roma, affondata il 9 settembre 1943, fu colpita da due bombe sganciate da una squadriglia della Luftwaffe e affondata con oltre 1.300 militari a bordo. La costruzione fu realizzata presso i Cantieri Riuniti dell’Adriatico di Molfalcone (Trieste), mentre i grandi cannoni delle torri trinate da 381 mm provenivano dalle officine Odero-Terni-Orlando (Terni-La Spezia), le turbine a vapore dall’Ansaldo (Genova), i cannoncini antiaerei dalla Breda (Brescia), le strumentazioni ottiche e la centrale di tiro dalla Galileo (Firenze). Tali anomalie furono poi ispezionate dai ROV PLUTO PLUS e GIGAS, apparecchiature imbarcate sui cacciamine della Marina Militare ma anche in quell’occasione con esito negativo. Sulla base dei dati complessivamente raccolti fu, in seguito, possibile definire una mappatura ambientale del fondale marino estesa a tutto il Golfo dell’Asinara. La storia della più grande nave italiana della storia si intreccia con Terni: i cannoni costruiti dalla Odero-Terni-Orlando e il Contrammiraglio Stanislao Caraciotti. L’intero sistema ideato é completato da sofisticati apparati di processazione dei segnali ed é imbarcato sul catamarano DAEDALUS di proprietà dell’ingegnere. Puntata della trasmissione Linea Blu del 4/8/2012 dedicata al ritrovamento del relitto della R.N. Alla Corazzata Romaa seguito dell’Armistizio fu ordinato, assieme ad altre navi militari, di raggiungere l’isola sarda della Maddalena, come concordato con gli Alleati. 28 giugno 2012: su invito dell' Ing. var s = d.createElement("script"), tag = d.getElementsByTagName("script")[0]; | 10 Settembre 2018 Copyright © 2020 Guido Gay. s.src = "//cdn.iubenda.com/iubenda.js"; Ritrovata la Corazzata Roma - Found Battleship Roma Creato il 15 gennaio 2013 da Antoniopechiar @antoniopechiar Oggi alcune agenzia di stampa, ma soprattutto il sito della Marina Militare Italiano danno notizia del ritrovamento del relitto della corazzata Roma a 69 anni dall’affondamento. La corazzata, dopo essersi capovolta, fu vista affondare dai testimoni dopo essersi spezzata in due tronconi. La nave fu affondata intorno alle ore 16 del 9 settembre 1943 nel Golfo dell’Asinara, colpita da bombe radioguidate tipo “Ruhrstahl SD 1400”, lanciate da una formazione aerea tedesca costituita da bombardieri Dornier “Do 217 K”. la corazzata Roma non ebbe un impiego attivo durante la seconda guerra mondiale; il 5 giugno del 1943 fu colpita da una bomba a La Spezia; il 9 settembre 1943, dopo la capitolazione italiana, mentre era in navigazione verso Malta fu attaccata da bombardieri leggeri tedeschi (Dornier Do 217) e fu colpita da una bomba pesante del tipo SD 1400X. Due giorni fa il ritrovamento era stato annunciato da un team di ricercatori guidato da Francesco Scavelli, ma - a quanto si apprende - non si trattava del punto giusto. È famosa per l'affondamento dell'incrociatore da battaglia Hood e per la caccia successiva che le venne data e che portò al suo affondamento. w.onload = loader; A "Porta a Porta" il ritrovamento della Corazzata Roma - YouTube })(window, document); }; SARDEGNA: IDENTIFICATO RELITTO CACCIATORPEDINIERE DA NOLI, PIU' VICINO RITROVAMENTO CORAZZATA ROMA Cagliari, 8 set. Queste evidenziarono, su fondali non superiori a 300 metri, specifiche anomalie successivamente investigate da unita Cacciamine e da Nave ANTEO (2001-2003); gli esiti a suo tempo furono negativi. var loader = function () { Ernesto Assante, Operazione Roma parte la caccia al Titanic d'Italia , in la Repubblica , 18 agosto 2009, repubblica. (function (w, d) { L'affondamento e il ritrovamento della RN Corazzata Roma Mercoledì 29 Agosto 2012 19:32 Michele Abbondanza L'8 settembre 1943 alle ore 19.45 la radio diffonde un messaggio del maresciallo d'Italia Pietro Badoglio, comandante in capo dopo le dimissioni di Mussolini. Nei suoi quindici mesi di servizio la Corazzata Romapercorse 2.492 miglia in vent… Created with Citadela WordPress Theme by AitThemes. «Così ho trovato il relitto della corazzata Roma» Parla l’ingegnere Guido Gay che ha individuato la nave nel golfo dell’Asinara. La squadra navale italiana, tuttavia, fu attaccata da alcuni bombardieri tedeschi. URL consultato il 29 maggio 2011 . if (w.addEventListener) { Le attività di ricerca della corazzata Roma svolte dalla Marina Militare nel Golfo dell’Asinara si sono protratte negli ultimi 15 anni. Roma . che da molti […] - (Adnkronos) - Il ritrovamento della Corazatta Roma e’ sempre più vicino. Incontro alla Maddalena con l’anziano figlio del comandante. Servendosi delle bombe radioguidate plananti Ruhrstahl SD 1400, affondarono la corazzata il 9 settembre 1943. La Corazzata Roma è stata individuata nel Golfo dell’Asinara dopo anni di ricerche. Quest’ultima attività evidenziò i limiti d’impiego dei sistemi e dei mezzi allora disponibili nell’ambito della Forza Armata. Il ritrovamento della Corazzata Roma La storia della più grande nave italiana della storia si intreccia con Terni: i cannoni costruiti dalla Odero-Terni-Orlando e il Contrammiraglio Stanislao Caraciotti. Inizialmente furono eseguite semplici attività esplorative per la raccolta dei dati idrografici e geofisici connessi all’aggiornamento della cartografia ufficiale edita dall’Istituto Idrografico della Marina, fino a raggiungere un’estesa e completa mappatura dei fondali del Golfo dell’Asinara nel 2007 con una complessa attività in mare che ha visto operare varie Unita della Marina e team di idrografi e subacquei esperti di ricerca su alti fondali. Pier Paolo Bergamini L’affondamento della corazzata «Roma», avvenuto il 9 settembre del 1943, è stato un evento che, associato all’8 settembre, proclamazione dell’Armistizio, ha segnato la storia d’Italia e delle Forze Armate italiane. Dal 2007 ad oggi molti altri soggetti, alcuni dei quali hanno richiesto il diretto coinvolgimento della Marina Militare, hanno manifestato la volontà ed hanno condotto un’intensa attività di ricerca in diversi siti dove le anomalie o presunti contatti si sono rilevati. Il ritrovamento è stato annunciato dalla Marina militare ed è avvenuto dopo oltre dieci anni di ricerche.