[51] Nella Società venne però accolto già il 19 giugno, quando vi venne letta una lettera in cui lo stesso Foscolo, quel giorno assente perché ancora alle prese con «una lunga convalescenza», dava sfogo a ferventi accenti patriottici, chiedendo di esservi ammesso. Secondo una lunga e diffusa tradizione critica, la pubblicazione dell'opera fu possibile grazie all'intervento del bolognese Angelo Sassoli, il quale avrebbe agito per conto dell'editore Jacopo Marsigli e all'insaputa dell'autore, completando di suo pugno il romanzo, edito con il titolo Vera storia di due amanti infelici. In compenso ottenne la paga di capitano aggiunto, passando in tal modo nel 1802 al servizio della Repubblica Italiana, e dal 1805, dopo la proclamazione di Napoleone a imperatore nel 1804, del Regno d'Italia, con l'incarico di compilare una parte del Codice militare. In particolare, avrebbe affermato che quel giovane l'avrebbe superato in quanto a gloria letteraria. Letteratura italiana - L'Ottocento — Riassunto dettagliato della vita e le opere di Ugo Foscolo Breve sintesi del pensiero e personalità di Ugo Foscolo. [102] Sempre in giugno incontrò a Padova Cesarotti e a Verona Ippolito Pindemonte, dai colloqui con il quale nacque l'idea iniziale del carme Dei sepolcri. Il documento gli era stato concesso innanzitutto in quanto nativo di Zante, divenuta protettorato britannico dopo il Congresso di Vienna del 1815. [17], Introdotto dal bibliotecario Morelli nei salotti delle nobildonne veneziane, quello della dotta Giustina Renier Michiel e della sua rivale, la bella Isabella Teotochi Albrizzi (prima grande passione amorosa del poeta, di cui parla nel Sesto tomo dell'io), conobbe Ippolito Pindemonte e altri poeti di successo come Aurelio de' Giorgi Bertola. A. Granese, cit., pp. [102], Tra aprile e maggio del 1806 fu a Venezia, dove rivide i familiari dopo il lungo esilio, e poi, in giugno, ritrovò Isabella Teotochi Albrizzi, da cui fu ospitato nella sua villa, nella campagna attorno a Treviso. [80], Tra l'estate e l'autunno del 1800 compose l'ode A Luigia Pallavicini caduta da cavallo, dedicata ad una nobildonna genovese rimasta ferita al volto dopo una caduta da cavallo sulla scogliera di Sestri Ponente. Nel 1792, accompagnato dal Provveditore dell'isola, Paolo Paruta, poté raggiungere la madre e i fratelli a Venezia e stabilirsi con loro nella piccola casa in Campo de le gate, nel sestiere Castello. Addio.» (Ugo Foscolo. Ugo Foscolo: una vita dedicata alla letteratura. Mappa del sito. [102] Fu in varie occasioni anche a Milano, da dove il 6 settembre così scriveva all'amica Teotochi: «Quando Franceschinis mi consegnava la vostra lettera io partiva per le montagne ed i laghi; ritornato, stava sulle mosse per il Terraglio [dove la Teotochi aveva la casa di Gardigiano]; io aveva già una Epistola sui sepolcri da stamparsi lindamente – non bella forse; non elegante, ma ch'io vi avrei certamente recitata con tutto l'ardore dell'anima mia, e che voi, donna gentile, avreste ascoltata forse lagrimando». Nel marzo 1806 era di nuovo in Italia, tra Venezia, Milano e Brescia, dove nel 1807 pubblicò presso lo stampatore Bettoni il carme Dei sepolcri e lEsperimento di traduzione della Iliade di Omero (in cui mette a confronto la propria versione del libro I dellIliade con quella di Monti). [33] Il motto latino, da tradursi «sacrificare la vita per la verità», era un chiaro omaggio agli ideali rivoluzionari, dato che riprendeva le parole usate in esergo da Marat nel celebre giornale L'ami du peuple. Risale a questo periodo labbozzo di un romanzo autobiografico chiamato Sesto tomo dellIo, rimasto incompiuto, mentre era già stata scritta una parte non trascurabile dello Jacopo Ortis, che sarà completato nel 1802. [150][151] Il Foscolo letterato ispirerà invece molti scrittori e poeti, come Giacomo Leopardi, Alessandro Manzoni, Mario Rapisardi e Giosuè Carducci. La legge vietava ogni tipo di «macchinazione» interna od esterna nei confronti del governo. [39], Dopo il successo del Tieste, Foscolo fece con ogni probabilità un secondo soggiorno a Padova in marzo; frequentò verosimilmente le lezioni di Cesarotti all'università ma il rapporto con il padre spirituale andò progressivamente raffreddandosi, tanto che con il mese di marzo cessano i contatti epistolari tra i due, e l'uno si astiene addirittura dal nominare l'altro nelle proprie lettere per un periodo di quasi sei anni. In mancanza di documenti storici e epistolari che dimostrino con certezza perché il Foscolo scegliesse il trasferimento in campagna, sono due elementi da tenere ugualmente in considerazione. Appunti di Letteratura italiana per l'esame del professor Colaiacomo. Dopo Marengo (la battaglia è del 14 giugno 1800) Foscolo continuò a impegnarsi in operazioni militari; appena tornato a Milano rientrò volontariamente nello Stato maggiore, dove fu nominato capitano aggiunto. Nei primi mesi del 1789 la madre si trasferì a Venezia, mentre Ugo e Giovanni rimasero a Zante, Giovanni presso la nonna materna Rubina e Ugo presso una zia materna, mentre Costantino e Rubina soggiornarono assieme ad altre due zie paterne a Corfù. Ugo Foscolo, nato Niccolò[1] Foscolo (Zante, 6 febbraio 1778 – Turnham Green, 10 settembre 1827), è stato un poeta, scrittore e traduttore italiano, uno dei principali letterati del neoclassicismo e del preromanticismo. [7], Certamente la famiglia era tutt'altro che benestante: il padre era un modesto medico (peraltro portato alla prodigalità), mentre la madre, pur essendo vedova in prime nozze del nobiluomo Giovanni Aquila Serra, era figlia di un sarto zantioto. [98], Malgrado i continui spostamenti per motivi di servizio, Foscolo riuscì a continuare la sua attività letteraria con alcuni saggi di traduzione dall'Iliade, con l'epistola in versi sciolti al Monti, Se fra' pochi mortali a cui negli anni, e con la traduzione del Sentimental Journey di Sterne che l'avrebbe condotto alla stesura, nel 1812, dei sedici capitoletti scritti in una prosa ironico-allusiva della Notizia intorno a Didimo Chierico. [83], Nel 1802 pubblicò l'Orazione a Bonaparte in occasione dei Comizi di Lione[84] e una raccolta di liriche che comprendeva otto sonetti e l'ode A Luigia Pallavicini caduta da cavallo[85]. Da Londra pubblica saggi sul Romanticismo e sulle nuove tendenze della letteratura italiana, alle quali lui è avverso. [15], Nel 1794 trascrisse una quarantina dei suoi componimenti poetici, in parte originali e in parte frutto di traduzioni, che risentivano degli influssi arcadici soprattutto nel metro e nel linguaggio e che inviò al cugino Costantino Naranzi. Come molti intellettuali dell'epoca, Foscolo fu anche massone, iniziato nella "Loggia Reale Amalia Augusta" di Brescia. [103], Il carme Dei sepolcri fu scritto tra l'agosto del 1806 e l'aprile del 1807 e pubblicato in quell'anno a Brescia, presso l'editore Niccolò Bettoni. Pur udendomi rispondere che dove un solo fosse privilegiato, io godrei dell'immunità, ma che giurare dovevano tutti a ogni modo - mi avventurai sul far della notte all'esilio perpetuo, e a mezzodì del giorno vegnente, mentre gli altri, circondati da' battaglioni di Ungheri, proferivano il giuramento, mi veniva fatto di toccare i confini degli Svizzeri», Partito praticamente senza effetti personali e senza tabarro,[120] il poeta si rifugiò a Hottingen (al tempo municipalità autonoma, inglobata alla fine del secolo nella città di Zurigo), in Svizzera, assunse gli pseudonimi di Lorenzo Aldighieri[121] (poi Alderani, come l'amico di Jacopo Ortis) e, a livello letterario, di Didimo Chierico. La vocazione da autore però arriva più tardi. Old Chiswick Cemetery; dove Foscolo trovò sepoltura, Venne cremato probabilmente dopo la riesumazione o forse furono le ossa stesse ad essere traslate in Santa Croce; cfr. A Milano, nel 1798, Foscolo ebbe la possibilità di conoscere Giuseppe Parini e lincontro segnò una svolta nel suo itinerario intellettuale e artistico. In Francia e nella Francia del nord visse fino al 1806; dovette dedicarsi agli approvvigionamenti, cosa che lo esentò dai combattimenti; fu messo anche a guardia di un gruppo di profughi inglesi, guardati con sospetto da Napoleone. [75] Tuttavia, successivi studi critici hanno mostrato che la paternità dell'edizione spetta fondamentalmente a Foscolo. Ugo Foscolo Opera Omnia. «Salve Zacinto! [14], La passione per la letteratura fu convinta e precoce. Armato di un pugnale, facendo esclamazioni e contorsioni orribili, lo ha immerso con furore nel parapetto della tribuna, giurando di immergerlo allo stesso modo nel cuore del perfido Bonaparte».[59]. [57], Tuttavia, il 17 ottobre di quel 1797 così esaltante per i patrioti democratici, fu firmato il Trattato di Campoformio con il quale Bonaparte cedeva Venezia (fino a quel momento libera repubblica, anche se ormai controllata de facto dai francesi), all'Austria asburgica. Le missioni diplomatiche. [40] Tra le altre cose, Foscolo aderiva con fervore crescente agli entusiasmi repubblicani, mentre Cesarotti assisteva con disillusione agli sconvolgimenti politici, e sappiamo che in aprile viveva di fatto confinato in campagna. XLI-XLII. Pare che questo fosse il nome del leggendario capostipite della sua famiglia, membro della gens Aurelia, trasferitosi da Roma nella Laguna Veneta al tempo delle invasioni barbariche, per fondare Rialto;[4] in realtà non è certo se i Foscolo discendessero, come dichiaravano, da un ramo decaduto dell'omonima casata di sangue patrizio. Nel frattempo mise mano alla traduzione del Sentimental Journey (Viaggio sentimentale) di Laurence Sterne, che sarà ultimata e pubblicata solo nel 1813 con lautobiografica Notizia intorno a Didimo Chierico (pseudonimo con cui Foscolo firmerà la traduzione). [169], L'altro gruppo di manoscritti, formatosi soprattutto durante l'esilio, passò in eredità alla figlia Floriana e poi al canonico spagnolo, esule in Inghilterra, Miguel de Riego, che li vendette a un gruppo di estimatori del Foscolo - tra i quali Gino Capponi - e da questi alla Biblioteca Labronica di Livorno. Monti non da meno disse di Foscolo " Questi è il rosso di pel, Foscolo detto , falso sì falso che falsò se stesso quando in Ugo cangiò ser Nicoletto". La tradizione critica ha pensato che tale spostamento fosse dovuto a una persecuzione politica nei suoi confronti[37], o ancora ad una necessità di riprendersi dopo una delusione amorosa[38]; tuttavia, sappiamo anche che in quei giorni Padova era funestata da un'epidemia di vaiolo, e le truppe militari francesi cominciavano inoltre a entrare in città. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 9 gen 2021 alle 14:24. Nell'aprile del 1807 uscì così a Brescia presso Bettoni l'Esperimento di traduzione della Iliade di Omero; alla dedica a Monti seguivano un Intendimento del traduttore, il testo foscoliano (con quello cesarottiano in prosa - già pubblicato nel 1786 - a fronte), quello montiano e tre considerazioni, ciascuna di uno dei tre traduttori; la foscoliana si intitolava Su la traduzione del cenno di Giove, e si mostrava critica nei confronti delle maggiori versioni iliadiche precedenti, analizzando come avessero riportato i vv. Grande studioso ed ammiratore della cultura classica e profondo conoscitore del greco e del latino, per Foscolo la poesia ha la funzione di tramandare gli affetti e la gloria del passato, perché è la sola forza che “vince di mille secoli il silenzio”. [128], Nel 1817 morì a Venezia la madre (28 aprile), e Foscolo si occupò soprattutto della situazione delle Isole Ionie, scrivendo tre articoli, Stato politico delle Isole Jonie, Mémoires sur l'éducation publique aux Isles Ioniennes e Come ottenere modifiche alla costituzione delle Isole Ionie. Sul n.82, ora in EN VI, cit., pp. [13] In seguito, proseguì gli studi presso le pubbliche scuole degli ex-Gesuiti. Il Discorso fu pubblicato in ottobre, dedicato al generale neogiacobino Championnet, quando però le illusioni di Foscolo erano cadute e il colpo di stato bonapartista era imminente.[79]. Rinfrancato dal successo della sua opera, dal 1804 agli inizi del 1806 Foscolo si immerse nuovamente nella vita militare, viaggiando in continuazione attraverso la Francia per svolgere, con il grado di capitano di fanteria, diverse missioni diplomatico-amministrative, intervallate da fugaci avventure mondane. Nella tomba gli furono messe due monete di rame sugli occhi, secondo un rituale greco antico. Il poeta prese ancora la parola il 14 febbraio, quando le sue energie erano ormai consacrate a un nuovo periodico. LETTERATURA. Unendo a questo aspetto le intemperanze pubbliche con cui Foscolo aveva accolto il Trattato di Campoformio nei suoi ultimi giorni in laguna, si spiega l'infelice esito della richiesta.[62]. [74] Si scatenò di fatto l'ira di Foscolo, che impose all'editore di far comparire una nota sul Monitore Bolognese e sulla Gazzetta di Firenze in cui si diceva che alle lettere foscoliane erano stati aggiunti i vigliacchi interventi di un altro autore. Per una più approfondita analisi della questione si veda E. R. Vincent, Il prof Ugo Foscolo 210 anni dopo. [61] I profughi veneziani, tuttavia, erano gli ultimi arrivati in un imponente flusso di persone che vide convergere verso la città meneghina cittadini della zona centro-settentrionale della penisola. Ugo Foscolo(6 Febbraio 1778 - 10 Settembre 1827), fu uno scrittore e un poeta, vissuto durante la turbolenta epoca della rivoluzione francese e delle guerre napoleoniche, e infine della Restaurazione. Variamente sparse sono le lettere del Foscolo, mentre gli autografi dei Sepolcri, delle Odi, dei Sonetti e dell'Ortis furono a suo tempo distrutti dallo stesso poeta. Foscolo nel frattempo si arruolò nella Guardia Nazionale della Repubblica Cisalpina e combatté con le truppe francesi (quelle che si sarebbero poi chiamate Grande Armata) fino alla battaglia di Marengo. [93], Dopo un breve passaggio per Parigi, dove Ferdinando Marescalchi, ministro per le Relazioni Estere della Repubblica Italiana, lo dice presente il 10 luglio 1804,[94] giunse a Valenciennes. E sempre di quellanno è la prima cocente disillusione: il trattato di Campoformio (17 ottobre), con il quale Napoleone cedette Venezia allAustria. Così ricorderà la propria condizione scrivendo a Vincenzo Monti il 13 giugno 1810; Si veda G. Gambarin, cit., pp. Primogenito di quattro fratelli, lo seguivano la sorella Rubina (dal nome d… [20], Foscolo vide subito in Vittorio Alfieri un modello da seguire[21]; egli trasse il suo stile giovanile proprio da lui, e lo decantò in molte opere[22][23]. In questo periodo cominciò ad avvertirsi linflusso della personalità alfieriana, nonché ladesione appassionata al pensiero di Rousseau e allarte di Goethe. Immerso nella temperie culturale veneziana dell'epoca, fervente e cosmopolita, Foscolo ebbe modo di frequentare anche altri salotti e ritrovi letterari della città, dove si dibatteva intorno alla Rivoluzione francese, che oltralpe conosceva proprio allora alcune delle sue fasi culminanti. Ugo Foscolo, vita e opere. A Valenciennes conobbe una giovane inglese (da cui andò per apprendere la lingua in vista dell'invasione dell'isola, poi mai attuata) Lady Fanny Emerytt Hamilton, da lui chiamata anche Sophia, dalla quale ebbe una figlia nel 1805, Mary, che egli chiamerà sempre Floriana, e di cui sarà ignaro per molto tempo[95]; la rivedrà dopo molti anni in Inghilterra e sarà il conforto dei suoi ultimi anni. Beati gli antichi che si credeano degni de' baci delle immortali dive del cielo; che sacrificavano alla Bellezza e alle Grazie; che diffondeano lo splendore della divinità su le imperfezioni dell'uomo, e che trovavano il BELLO ed il VERO accarezzando gli idoli della lor fantasia! [139], Altri autografi sono conservati alla Biblioteca Braidense di Milano, alla Universitaria di Pavia, alla Biblioteca di Storia moderna e contemporanea di Roma. Nel 1801 il Foscolo si recò nuovamente a Milano dove accolse, nel mese di giugno, il fratello più giovane, Giulio, che gli era stato affidato dalla madre e lo avviò alla carriera militare (Giulio finirà suicida in Ungheria nel 1838). Quaderni del Consiglio regionale delle Marche. [106], Il capitano Ugo Foscolo, per ingraziarsi il generale Augusto Caffarelli, aiutante di campo di Napoleone e ministro della guerra del Regno d'Italia, curò una edizione delle opere di Raimondo Montecuccoli, con una ricca premessa sull'arte della guerra. Eppure, confinato nei programmi scolastici come precursore del risorgimento patrio, rischia di finire nell’elenco delle letture obbligatorie e per questo scarsamente apprezzato. La delusione di Campoformio. Sollecitava inoltre di non esitare «a criticar le mie cose, mentre io accetto come altrettanti regali le giudiziose correzioni che mi si fanno». ... mentre accentua il suo interesse di saggista e di critico della letteratura italiana. Ugo Foscolo (1778-1827) è uno dei principali esponenti del Neoclassicismo e del Pre-romanticismo italiano. Questo non fu che linizio di un rapporto, spesso problematico e lacerante, con una Francia dapprima rappresentante di fervide speranze di libertà e destinata poi a mostrare, in modo via via sempre più evidente e sinistro, una nuova faccia della tirannide. Nel periodo in cui Foscolo si accingeva a dare alle stampe l'opera era ospite della contessa Marzia Martinengo, sua amante, presso Palazzo Martinengo Cesaresco Novarino nel centro della città. Ugo Foscolo [72] Foscolo esprimeva la necessità di una più equa distribuzione delle ricchezze, perché «il diritto di proprietà in fatto non ha per origine che la provvidenza della natura, che autorizza ognuno a prevalersi de' suoi doni, e non ha per vero motivo che la sussistenza dell'uomo», sicché non è accettabile che «un picciol numero di possidenti» nuoti «nell'opulenza», tradendo il patto sociale che è condizione imprescindibile per la sopravvivenza della Repubblica e della democrazia. [53] Il diplomatico Girolamo Politi affermò nel novembre di quell'anno che la Società era retta da affiliati della loggia massonica «Le colonne della Democrazia», animata da Lauberg, una società segreta attraverso cui i francesi avevano accelerato il processo di democratizzazione delle città venete. Il 20 marzo 1805 diventò «capo di battaglione delle truppe italiane». Seguì un botta e risposta con Giuseppe Lattanzi[65] (membro del corpo legislativo del Direttorio Cisalpino), finché il Foscolo intervenne il 25 luglio in difesa di Gioia sul modenese Giornale Repubblicano di Pubblica Istruzione,[66] dove cinque giorni prima si era invocata per il piacentino la condanna a morte, sulla base della legge sugli allarmisti del 18 febbraio. Di quei primi anni ci rimane un Piano di studi, non privo di una sua sistematicità. Qualche critico ha messo in dubbio la reale filiazione della giovane, asserendo che fosse figlia di Lord Hamilton, il marito di Fanny, e affidata a Foscolo come figlia adottiva dalla nonna materna Mary Walker Emerytt, dopo la morte dei genitori (d'altra parte ci sono state diverse ipotesi anche sul nome della nobildonna). Per sbaglio ho detto 1822, ma Foscolo muore nel 1827. «Al Tragico dell'Italia oso offrire la prima tragedia di un giovane nato in Grecia ed educato fra' Dalmati. He was a prominent member of the national committees, and addressed an ode to Napoleon, expecting Napoleon to overthrow the Venetian oligarchy and create a free republic. Egli sembra di non essere legato più in società che cogli esseri, che pacificamente vegetano»; citato in C. Chiancone, cit., p. 275. Tra il 1793 e il 1797 frequentò le Scuole di San Cipriano a Murano dove Gasparo Gozzi era stato provveditore ed ebbe modo di seguire le lezioni del latinista Ubaldo Bregolini, del grecista Giambattista Galliccioli e dell'abate Angelo Dalmistro che assecondarono le aspirazioni letterarie del giovane. [16] Nel frattempo venne ospitato, come autore di versi, nell'«Anno poetico» dal classicista gozziano, il già ricordato abate Angelo Dalmistro, che era un appassionato della letteratura inglese. Foscolo inviò il testo del Tieste, con la dedica[24], alla residenza fiorentina del poeta astigiano. «L'armonia / vince di mille secoli il silenzio», Foscolo aderì con convinzione alle teorie illuministiche di stampo materialistico e meccanicistico (in particolare il materialismo di Thomas Hobbes, Paul Henri Thiry d'Holbach, Diderot ed Helvétius, e il sensismo di Condillac). XII TAB. [44] Fu una lettera del patriota Almorò Fedrigo a informarlo; Foscolo la fece pubblicare il 16 maggio sul Monitore bolognese e nei medesimi giorni lasciò Bologna. [19] Il 30 ottobre del 1795 inviò per un parere al Cesarotti, docente presso lo Studio padovano, il manoscritto della tragedia Tieste, di carattere alfieriano e viva di fervori giacobini (rappresentata poi con un certo successo al Teatro Sant'Angelo di Venezia, il 4 gennaio 1797). [54] Dietro la Società d'Istruzione - probabilmente una mera copertura - si articolava in effetti una rete di logge politiche improntata al modello giacobino. Foscolo nacque sull'isola greca di Zante (nota anche come Zacinto, cui dedicherà uno dei suoi più celebri sonetti), possesso plurisecolare della Repubblica di Venezia, il 6 febbraio del 1778, figlio di Andrea Foscolo (Corfù, 1754 - Spalato, 13 ottobre 1788), medico di vascello di origini veneziane, e della greca Diamantina Spathis (o Spathys; settembre 1747 - 28 aprile 1817), che si erano sposati a Zante il 5 maggio 1777 secondo il rito cattolico. Le sue ceneri[143], nel 1871, furono traslate nella Basilica di Santa Croce a Firenze, tempio di quelle itale glorie che lui stesso aveva celebrato nel carme Dei Sepolcri, con i versi «Ma più beata ché in un tempio accolte / Serbi l'itale glorie, uniche forse / Da che le mal vietate Alpi e l'alterna / Onnipotenza delle umane sorti / Armi e sostanze t'invadeano ed are / E patria e, tranne la memoria, tutto».[144]. [115] Forse l'avrei presentata più degna d'Alfieri, se la rapacità de' tipografi non l'avesse carpita e stampata, aggiungendole a' propri difetti le negligenze della lor arte. Il verbale della sessione ricorda che il giovane fu fatto socio «per acclamazione». [117] Nonostante la sua fedeltà al viceré Eugenio di Beauharnais (l'anno successivo ci sarà l'ultimo tentativo dei filo-napoleonici col proclama di Rimini del re di Napoli Gioacchino Murat), ultima speranza del cosiddetto "partito francese", alla fine decise di non opporsi con le armi ai vincitori. Chiese quasi subito con successo di esserne dispensato a causa della salute precaria e di una ferita. Ugo Foscolo La vita e le opere Da Zante a Venezia. Ortis, Lettera del 17 marzo 1798, scritta in realtà nel 1816, Il primo a fare parola del testo fu il biografo veneziano, G. Nicoletti, cit., p. 46; nel 1795 uscivano oltretutto a Milano le, Il primo a sostenerlo fu F. G. De Winckels in. [42] Durante il breve periodo felsineo diede alle stampe l'ode A Bonaparte liberatore, molte copie della quale furono inviate dalla Giunta di Difesa bolognese alla Municipalità di Reggio Emilia, città cui il Foscolo aveva dedicato la poesia, in quanto era stata la prima a innalzare il tricolore. [146][147], Ferma restando la grandezza del poeta, secondo la studiosa irlandese Lucy Riall[148] la grande glorificazione di Foscolo a opera del nuovo governo italiano era parte della creazione di un pantheon di eroi laici (a cui poi seguiranno le celebrazioni di figure come quella di Garibaldi) come auspicato dal poeta stesso nei Sepolcri, per la religione civile della nuova Italia in contrasto con la Chiesa per la questione romana.[148]. Ecco le tracce a Pavia del grande poeta. La Provincia Pavese, 22 dicembre 2018, Alberto Polverari. [63] A partire da fine gennaio collaborò infatti con il piacentino Melchiorre Gioia per qualche mese al Monitore Italiano, assumendone inoltre la direzione. tutto! [137] A causa della vita dispendiosa, consumò anche l'eredità di 3000 sterline lasciate dalla Walker alla nipote, cosicché entrambi dovettero trasferirsi in quartieri poveri e malsani, dove il poeta contrasse una malattia respiratoria, probabilmente la tubercolosi. Il Piano indica inoltre l'intenzione di raccogliere «in un solo libretto col motto Vitam impenděre vero [...] dodici Odi del conio dell'autore». Foscolo riuscì però ad impedire l'assalto: mentre le porte stavano per cedere, il giovanissimo Ugo balzò sul muro di cinta e gridò alla folla: "Vigliacchi, indietro, vigliacchi!". [118] Foscolo venne accolto nei circoli liberali, e all'inizio guadagnò bene con le proprie attività. Ottenutala per chiara fama (18 marzo 1808) grazie all'interessamento di Luigi Arborio Gattinara di Breme, ministro dell'interno del Regno d'Italia, arrivò in città il 1º dicembre dello stesso anno. [82], «[...] a noi prescrisseil fato illacrimata sepoltura», Gli anni tra il 1801 e il 1804 furono anni di intensa attività letteraria ma anche di grande dolore per la morte del fratello Giovanni, che si era ucciso a Venezia l'8 dicembre del 1801 con un colpo di pugnale (sotto gli occhi della madre, come fu detto in seguito, ma senza prove) per sottrarsi al disonore di non poter pagare una grossa somma persa al gioco e che un sottoispettore aveva sottratto per lui alla cassa di guerra. Ugo Foscolo nacque da madre greca e padre veneziano nel 1778 a Zacinto (attuale Zante), un’isola nel Mar Ionio sotto il dominio della Repubblica di Venezia. Foscolo accosta miti classici e eventi contemporanei in modo da dare vitalità alla letteratura passata e avvolgere i fatti contemporanei nel fascino dell’antico. Risalgono a questi anni, oltre al quarto Ortis, nuovi saggi sulle traduzioni omeriche, l'elaborazione delle Grazie e le incompiute Lettere scritte d'Inghilterra ('16-'18), di cui una parte edita postuma con il titolo il Gazzettino del bel mondo, l'incompleta Lettera apologetica, ritrovata da Mazzini e da lui stesso pubblicata dopo la morte di Foscolo,[131] i celebri Essays on Petrarch (1821, II ed. [56], Non è dato sapere se Foscolo abbia aderito al sistema creato dal Lauberg, ma è accertato che il poeta di Zacinto fosse legato all'«ala più radicale dei patrioti veneziani», tra i quali figurava Vincenzo Dandolo, intimo amico cui il Foscolo dovette la nomina a Segretario redattore della Municipalità. [87], Tra il 1801 e il 1802 rielaborò e portò a termine l'Ortis, pubblicato presso il Genio Tipografico a Milano. La linea dei suoi studi fu all'inizio tradizionale, con la lettura dei classici, gli esercizi di traduzione soprattutto da Saffo, Anacreonte, Alceo e Orazio; passò poi a più ampie letture, tra le quali quelle degli autori del Settecento e numerose altre, aiutato nella scelta e nella guida dal bibliotecario Iacopo Morelli che lavorava alla Marciana, frequentata assiduamente dal Foscolo, che pare vi studiasse dieci ore al giorno. L'archivio cronologico delle opere di Ugo Foscolo. [101] Pur essendo di soli sette anni più giovane, Manzoni aveva iniziato da poco l'attività letteraria ispirandosi, tra gli altri, proprio a Foscolo (oltre che ad Alfieri, Parini, Monti e altri autori, italiani e stranieri), ed aveva appena composto il carme In morte di Carlo Imbonati.