Attraverso l’analisi dell’esperienza in atto nella scuola Oliver Twist di Como, l’articolo evidenzia quali siano gli elementi distintivi di buone prassi inclusive che, muovendo dall’integrazione dei ragazzi disabili, portano al raggiungimento del successo formativo di tutti. La costatazione di tale scenario fa sorgere, la necessità di trovare risposte adeguate ai multiformi bisogni educativi presenti nelle classi. Legge 118/1971 • È la prima normativa che cita l’edu azionenella scuola ordinaria degli alunni con disabilità con riferimento agli invalidi civili (art. Infatti, credere nel valore dell’inclusione delle differenze, ha portato ogni docente a riflettere a fondo sui processi di apprendimento di ogni alunno: “come l’altro apprende?”. Una prospettiva pedagogica, Brescia, Editore La Scuola, 2004, Betto F., De Masi D, Non c’è progresso senza felicità, Milano, Rizzoli, 2004, De Anna L., Aspetti normativi dell’inserimento sociale degli handicappati in Italia e all’estero, Tempinuovi, Roma, 1983, De Anna L., Pedagogia Speciale, Roma, Carocci Editore, 2014, De Anna  L., Gaspari P., Mura A., L’insegnante specializzato, Milano, Franco Angeli, 2015, D’Alonzo L., Pedagogia speciale. La Direttiva presenta alcune criticità che sono state in gran parte affrontate dalle circolari e note applicative che hanno seguito l’emanazione della Direttiva: L’iter normativo presentato mostra come la scuola italiana si proponga di essere una scuola inclusiva, dove cioè il Diritto all’istruzione è  inteso come diritto che deve essere riconosciuto a tutti, che si fonda su valenze di tipo pedagogico e sociale che prevedono anche un approccio che può e deve essere “personalizzato”. parità scolastica, garantendo loro a proprie spese tutti i diritti previsti nelle scuole statali, compreso il docente per il sostegno6. Previo consenso informato della famiglia il gruppo Asl stila il Profilo, Descrittivo di Funzionamento dell’alunno, al fine di avviare il processo di, inclusione scolastica con l’assegnazione delle ore di sostegno da parte, Lo strumento per la definizione del percorso scolastico è, per questa, categoria, il PEI che viene steso dal Consiglio di Classe in collaborazione con, la famiglia e con il referente ASL. La legge 517 del 4 agosto 1977 rappresenta una pietra miliare nella storia della scuola italiana, vengono abolite le scuole speciali e determinata l’integrazione nelle classi comuni degli alunni disabili. ... organizzando corsi di formazione sull’inclusione scolastica. precedenza, si era cominciato a parlare di inclusione. L’integrazione scolastica può essere letta come l’obiettivo di una strategia didattica per la partecipazione e il coinvolgimento delle persone con disabilità. 104/1992 che dà titolo all’attribuzione dell’insegnante di sostegno. L'inclusione nel XXI secolo. tesi, sperimentazione, veri ca. È in sostanza il passaggio da un approccio individuale ad uno socio-relazionale nello studio della disabilità, dei deficit e dei disturbi. speciale attenzione per il loro particolare aspetto. La progettazione didattica sviluppata ha le caratteristiche dell’intenzionalità in quanto nasce da una riflessione e mira a uno scopo: la formazione del ragazzo; della contestualizzazione perché è riferita a quell’alunno e alla sua storia; della sistematicità perché procede giorno dopo giorno in un processo continuo fatto spesso di piccoli passi uno dopo l’altro e della flessibilità perché si adatta ai cambiamenti. La disabilità deve essere certificata dalle ASL secondo le classificazioni, internazionali proposte dall’organizzazione mondiale della Sanità ( IC10 o, ICF) . soddisfare le esigenze educative speciali e le decisioni prese in materia;  dedicare un impegno crescente sia alla messa a punto di strategie che, permettano di identificare rapidamente la necessità e di intervenire senza. Si è introdotto, in forma sperimentale un modello di classificazione secondo l’International Classification Functioning (ICF) che propone una visione nuova del concetto di salute, intesa come globale benessere bio-psico-sociale della persona. La metodologia di ricerca applicata nell’indagine è stata di tipo qualitativo e si basa sull’osservazione e sull’analisi dell’esperienza in atto nell’Istituto di IeFP Oliver Twist. dai contesti in cui lo studente cresce e dalle sue caratteristiche personali. Tornando indietro nel tempo possiamo citare la Dichiarazione universale, dei diritti umani approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10, dicembre 1948, in cui all’art.26 si legge: “ ogni individuo ha diritto, all’istruzione (…)” “l’istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della, personalità umana e al rafforzamento del rispetto dei diritti dell’uomo e delle, Certamente nel 1948, anche se già si considera il diritto di ogni individuo ad, essere fruitore di un processo educativo, si è ancora ben lontani da quella che, deve essere una vera e propria integrazione scolastica, o ancor meglio da. Registrandosi è possibile scaricare gratuitamente le preview delle tesi in PDF (circa 10-15 pagine). “Immaginiamo che la classe sia una scatola piena di chiodi dove, casualmente, sono finite delle viti. Direttiva Ministeriale 27 dicembre 2012 “ Strumenti d’intervento per alunni con Bisogni, Educativi Speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica” L’inclusione come risorsa ha evidenziato la necessità di conoscere sempre meglio gli alunni. In questi ultimi anni il tradizionale vocabolo “integrazione” è stato gradualmente sostituito, a livello internazionale, nei documenti e nei discorsi ufficiali ed informali, da quello di “inclusione”. 3 si parla di sezioni speciali o, per i casi più gravi, di scuole materne, ”(…)Per i bambini dai tre ai sei anni affetti da disturbi dell’intelligenza o, del comportamento o da menomazioni fisiche o sensoriali, lo Stato istituisce, sezioni speciali presso scuole materne statali e, per i casi più gravi, scuole, materne speciali. Infatti l’organizzazione ideale del sostegno si declina nella contitolarità che genera corresponsabilità dell’insegnamento, nella collegialità che porta a fare squadra; nella collaborazione che presuppone una visione comune e nell’aiuto reciproco. b. Inserimento, integrazione, inclusione: prospettiva pedagogica. normativa sull'inclusione. legislative verso l’inserimento e l’integrazione. La Direttiva MIUR del 27 dicembre 2012 interviene in maniera decisa nella direzione del richiamo alla forte responsabilità della scuola nei confronti della “cura educativa” verso gli alunni che si trovano, temporaneamente o permanentemente, in questa condizione, indicando una serie di stringenti misure di intervento, al fine di assicurare percorsi di formazione adeguati ed efficaci per promuovere il successo formativo di ciascuno. n. 8 del 6 marzo 2013 ha previsto che il Gruppo di lavoro per l’inclusività di ciascuna istituzione scolastica elabori un Piano Annuale per l’Inclusività riferito a tutti gli alunni con BES, da redigere al termine di ogni anno scolastico. riflessione sull’inclusione introducendo il concetto di Bisogni Educativi Speciali (BES), seguita dalla relativa circolare ministeriale applicativa n. 8 del 6 marzo 2013, hanno dato inizio, ad un difficile, ma ormai inevitabile, processo di cambiamento dell’organizzazione della scuola italiana. Non si applicano verifiche standardizzate, ma un’osservazione personalizzata che valuta il processo e non il risultato. il lavoro in équipe come docenti che co-progettano, programmano insieme, documentano l’attività didattica e valutano con dei dispositivi condivisi . dell’integrazione scolastica e sociale della persona con disabilità. L’ICF correlando la condizione di salute con l’ambiente propone un metodo di misurazione della salute, delle capacità e delle difficoltà nella realizzazione di attività che permette di individuare gli ostacoli da rimuovere o gli interventi da effettuare perché l’individuo possa raggiungere il massimo della propria auto-realizzazione. Il termine fa riferimento ad un processo additivo, in base al quale si “aggiunge” un soggetto in più ad un gruppo, con il sottointeso intento di fare in modo che questi riesca in qualche modo ad adattarsi al “funzionamento” del resto del gruppo. Queste, compromissioni nell’apprendimento non sono il risultato diretto di altre, 24 Sembrava che la scuola fosse tutta solo per lui.  Finché non aveva capito, gli altri non andavano avanti”. Il soggetto “integrato” riceve dal gruppo e a sua volta dà qualcosa al gruppo stesso. L’insegnante di sostegno non è più una figura separata, ma realmente titolare del lavoro educativo e didattico con tutti gli allievi. Si possono citare celebri esempi come l’assassinio sistematico dei bambini, deformi nella Sparta del IX secolo a.C. ; o la privazione dei diritti più, elementari, nella Roma imperiale, ai disabili perché inidonei ad implementare, È poi con il concetto di “medicalizzazione” del soggetto con handicap, che. La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri. L’art. Raccontare cosa è oggi l’inclusione scolastica in Italia non è un compito lineare o la semplice restituzione dell’istantanea di un fenomeno, soprattutto considerando l’eterogeneità dei contesti educativi e formativi sul territorio nazionale e la quantità di variabili … la preparazione dell’insegnante curriculare nell’affrontare le tematiche relative alla pedagogia speciale e alla didattica inclusiva. In essa gli alunni BES vengono così definiti: “ ogni alunno, in continuità o per determinati periodi può manifestare, bisogni educativi speciali: o per motivi fisici, biologici, fisiologici o anche per, motivi psicologici, sociali, rispetto ai quali è necessario che le scuole offrano, Calzante è anche la definizione di BES data da Ianes che così si esprime: ”Il. AA.VV. Ai distur i speifi i dell’apprendimento si asso iano frequentemente il distur o speifi o del LINGUAGGIO e altri disturbi quali: MEMORIA (a breve termine, di lavoro e a lungo termine), DISPRASSIA, DISNOMIA, … 7 I Disturbi Specifici dell'Apprendimento (D.S.A.) incontro ad un abbandono scolastico prematuro. Assemblea generale delle Nazioni Unite 20 novembre, loro piena ed eguale partecipazione all’istruzione e alla vita della, “Gli Stati Parti assicureranno che le persone con disabilità possano avere. Tale parte è stata poi abrogata dall’art. Si afferma che non basta accogliere l’alunno, occorre integrarlo, farlo diventare protagonista. Una didattica che accompagni gli studenti verso un uso consapevole dei De Anna L., Pedagogia speciale . Nel secondo comma il Costituente pone l’accento sul fatto che non basta l’enunciazione di principio, ma occorre garantire a tutti le medesime opportunità (…rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona). La tappa fondamentale che segna il vero inizio dell’integrazione totale, degli alunni handicappati nella scuola ordinaria è legato, si può dire. Piano Annuale per l’Inclusività (C.M. Dunque la persona con. Inizialmente si parlava di “inserimento” dei disabili nella scuola comune. Il rischio è rintrodurre il concetto di alunni “ speciali” che si distinguono, dagli altri perchè portatori di particolari svantaggi. sites.google.com/site/giacomocutrera/slide-6, Visualizza tutti gli articoli di Cristina Ciociola →, La Scuola Possibile: il Liceo del Lavoro di Cometa per i dispersi, Reality-Based Learning And The Oliver Twist School: Towards A New Approach In VET. E’ stata una scelta coraggiosa, da alcuni criticata perché arrischiata, che ha costretto la I risultati ottenuti vanno a dimostrare come realmente l’inclusione è una risorsa, in quanto ha sviluppato processi di cambiamento che hanno migliorato la qualità della scuola: I punti di lavoro sono ancora tanti. ALUNNI CON DISABILITÀ Questa filosofia ha portato per molto tempo ad identificare in una presunta “socializzazione” l’obiettivo fondamentale, se non addirittura esclusivo, della presenza dei “diversi” in classe, fino a trattare la socializzazione come obiettivo di riserva, atto a giustificare l’inclusione stessa: “L’alunno non ha imparato, ma ha socializzato”…e tanto basta. Nelle classi la presenza di alunni con disabilità certificata è una realtà variegata, inoltre, accanto a questi, sono presenti anche allievi con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), con situazioni psicosociali e/o familiari problematiche, ragazzi con comportamenti complessi da gestire, o figli di stranieri. concetto del diritto di tutti i ragazzi all’apprendimento. La continua e incessante ricerca di qualità dell’inclusione è, in realtà la ricerca di una qualità del fare scuola quotidiano per tutti gli alunni. In essa si stabiliscono condizioni, strumenti e finalità per, l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità che deve avvenire, mediante l’istituzione di interventi individualizzati, la presenza di insegnanti, specializzati per le attività di sostegno, l’intervento del servizio socio, psicopedagogico e forme particolari di sostegno.10, All’art.2 per la scuola elementare si legge: “la scuola attua forme di, integrazione a favore degli alunni portatori di handicaps con la prestazione di, 10 Giacomo Cutrera, vice-presidente dell’AID_ Associazione Italiana Dislessia, usa una metafora efficace per spiegare l’imprescindibilità dell’uso di una didattica flessibile. Offrono una pluralità di, servizi tra i due sistemi scolastici ( ordinario e differenziato). In base alla politica di integrazione adottata sul proprio territorio nazionale i. paesi possono essere suddivisi in tre categorie. I campi obbligatori sono contrassegnati *. ), Baldeschi M., Ragazzi Speciali. Questo complesso panorama interessa tutte le scuole, ed individua quelle che si potrebbero definire in generale come condizioni di svantaggio scolastico, o Bisogni Educativi Speciali ( Special Educational Needs secondo la definizione in uso in ambito internazionale). Il sistema ICF propone una prospettiva antropologica dell’uomo che va oltre l’inquadramento nosologico di un’eventuale disabilità: è infatti un sistema di classificazione che descrive il funzionamento umano, evidenziando eventuali problemi, in relazione al contesto ambientale di riferimento. In questo orizzonte di senso, il modello ICF permette la lettura dei bisogni educativi speciali degli alunni mantenendo un riferimento antropologico comune a tutti, capace di offrire una preziosa base inclusiva. Come sostiene il pedagogista Giuseppe Bertagna, “la valutazione, nelle sue varie forme, se intende rimanere educativa, è un processo, non uno stato;  un percorso, non un traguardo;  un passaggio, non un luogo;  in questo senso, non è un momento autonomo  e separato dal processo educativo,  quasi dovesse svolgersi quando esso è concluso,  magari per condannarlo od osservarlo,  ma è una modalità costante del suo svolgersi”. L’azione di maternage e di scaffolding, nell’accompagnamento durante le diverse fasi del percorso formativo dei ragazzi, ha contribuito allo sviluppo dell’autonomia di ciascuno. Allo scopo di realizzare questo diritto senza discriminazione e su una base di, uguaglianza di opportunità, gli Stati Parti faranno in modo che il sistema, educativo preveda la loro integrazione scolastica a tutti i livelli e offra , nel, corso dell’intera vita, possibilità di istruzioni finalizzate al pieno sviluppo del, potenziale umano , del senso di dignità e dell’autostima ed al rafforzamento, del rispetto dei diritti umani, delle libertà fondamentali e della diversità, “Nel realizzare tale diritto , gli Stati dovranno assicurare che le persone, con disabilità non siano escluse dal sistema di istruzione generale sulla base, della disabilità e che i bambini con disabilità, non siano esclusi dall’istruzione primaria obbligatoria gratuita o. dall’istruzione secondaria in base alla disabilità.(…)”.