Quella fu la seconda e ultima occasione in cui Enrico VI vide il figlio. Costanza, che prima del battesimo del figlio lo avrebbe chiamato inizialmente col nome matronimico di Costantino[12], portò il neonato a Foligno, città dove Federico visse i suoi primissimi anni, affidato alla duchessa di Urslingen, moglie del duca di Spoleto Corrado, uomo di fiducia dell'imperatore. Dieci curiosità su Federico II di Svevia Cari lettori, oggi vorrei riprendere la mia rubrica culturale del venerdì, parlandovi di un sovrano dell'epoca medievale molto importante e particolare, Federico II di Svevia. Il suo mito finì per confondersi con quello del nonno paterno, Federico Barbarossa. Altro importante diplomatico di Federico fu Ermanno di Salza, Gran Maestro dell'Ordine Teutonico dal 1209, la cui importanza come mediatore tra papa Gregorio IX e l'Imperatore si vede dal fatto che il buon rapporto stabilitosi tra i due crollò alla scomparsa di Ermanno. Il 18 marzo 1229, nella basilica del Santo Sepolcro, Federico si incoronò re di Gerusalemme (in quanto erede del trono per aver sposato nel 1225 Jolanda di Brienne, regina di Gerusalemme, nonostante l'opposizione del clero locale e di quasi tutti i feudatari). La scomunica gli verrà poi tolta. Ma dopo che l'aristocrazia ebbe riottenuto i poteri a seguito delle fallimentari guerre contro la Russia, il suo ruolo venne sminuito ed iniziò sempre più a disinteressarsi agli affari di governo. Inoltre per via materna Federico aveva ereditato la corona di Sicilia, dove invece esisteva un apparato amministrativo ben strutturato a garantire che la volontà del sovrano venisse applicata, secondo la tradizione di un governo centralistico. Adolph Frederick (1710-1771), in Swedish Adolf Fredrik, was a German prince who became King of Sweden 1751-1771. Favorì anche l'antica e gloriosa scuola medica salernitana[28]. Nel periodo tra il 1202 e il 1206, in cui fu sotto la custodia di Guglielmo, Federico II visse probabilmente nel Palazzo reale: è probabile che il giovane re abbia ricevuto nel palazzo dei suoi avi una buona educazione e un'istruzione adatta al suo rango. Ma la regina Costanza morì il 27 novembre 1198, e gli trasmise la corona di Sicilia quando Federico aveva quattro anni, dopo averlo posto sotto la tutela del nuovo papa, Innocenzo III, e aver costituito a favore del papa un appannaggio di 30 000 talenti d'oro per l'educazione di Federico. «d'argento, all'aquila col volo abbassato di nero[95]». Federico Ruggero di Hohenstaufen (Jesi, 26 dicembre 1194 – Fiorentino di Puglia, 13 dicembre 1250), è stato re di Sicilia (come Federico I, dal 1198 al 1250), duca di Svevia (come Federico VII, dal 1212 al 1216), Re dei Romani (dal 1212) e poi Imperatore del Sacro Romano Impero (come Federico II, eletto nel 1211, incoronato dapprima ad Aquisgrana nel 1215 e, successivamente, a Roma dal papa nel 1220) e re di Gerusalemme (dal 1225 per matrimonio, autoincoronatosi nella stessa Gerusalemme nel 1229). Federico non diede peraltro alcun segnale di voler abdicare al Regno di Sicilia, pur mantenendo la ferma intenzione di tenere separate le due corone. Federico nasceva già pretendente o erede di molte corone. Federico era ancora minorenne: secondo il diritto feudale siciliano, avrebbe raggiunto la maggiore età al compimento dei quattordici anni[18]. La stessa leggenda racconta pure che, secondo la profezia, egli non solo sarebbe morto appunto sub flore, ma anche nei pressi di una porta di ferro. Dal punto di vista architettonico il castello è una sintesi tra le tendenze europee e quelle arabo-musulmane (presentando soluzioni innovative, quali torri sporgenti, feritoie ed elementi anticipatori del gotico)[80]. Quella imperiale non era ereditaria ma elettiva, peraltro Federico era per nascita un valido candidato al titolo di Imperatore del Sacro Romano Impero, che comprendeva le corone di Germania, d'Italia e di Borgogna. Le sue condizioni apparvero immediatamente di tale gravità che si rinunciò a portarlo nel più fornito Palatium di Lucera e la corte dovette riparare nella domus di Fiorentino, un borgo fortificato nell'agro dell'odierna Torremaggiore, non lontano dalla sede imperiale di Foggia. Si apriva a quel punto il tratto più pericoloso del viaggio attraverso l'Italia settentrionale dove città che parteggiavano per Federico (come Pavia e Cremona) si mischiavano a quelle che sostenevano Ottone (come Milano, Lodi e Piacenza). I ghibellini vedevano in lui il Reparator Orbis, il sovrano illuminato che avrebbe punito i preti indegni e restaurato la purezza della Chiesa. Dopo la morte di Gregorio IX, venne eletto papa Goffredo Castiglioni, che prese il nome di Celestino IV, ma che morì dopo soli diciassette giorni di pontificato. Federico II era per discendenza paterna uno Hohenstaufen di Svevia, ma per discendenza materna normanna e nipote del grande Ruggero. Federico Ruggero di Hohenstaufen (Jesi, 26 dicembre 1194 – Fiorentino di Puglia, 13 dicembre 1250), è stato re di Sicilia (come Federico I, dal 1198 al 1250), duca di Svevia (come Federico VII, dal 1212 al 1216), Re dei Romani (dal 1212) e poi Imperatore del Sacro Romano Impero (come Federico II, eletto nel 1211, incoronato dapprima ad Aquisgrana nel 1215 e, successivamente, a Roma dal papa nel 1220) e re di Gerusalemme (dal 1225 per matrimonio, autoincoronatosi nella stessa Gerusalemme nel 1229). Inoltre, è possibile asserire che nelle miniature, coeve o meno, raffiguranti lo stupor mundi, l'oro per il campo degli scudi rappresentasse la norma[95]. Con questo patto Federico II rinunciava a un certo numero di privilegi reali in favore dei principi vescovi. In queste opere si nota una robustezza che ricorda l'arte romana provinciale, una fluente plasticità, come nei realistici panneggi, e gli intenti ritrattistici. Federico II di Svevia. Nel 1715, Federico I sposò in seconde nozze la principessa Ulrica Eleonora di Svezia, ottenendo poco dopo il titolo di Principe di Svezia e quello di Altezza Reale dal parlamento. Jolanda morì appena sedicenne, dieci giorni dopo aver dato alla luce Corrado[40]. Nicola Pisano, citato nei documenti più antichi come Nicola de Apulia, probabilmente arrivò in Toscana proprio con Federico II, alla cui corte potrebbe aver trovato la sintesi tra gli stimoli classici e transalpini che caratterizzarono la sua rivoluzione figurativa. Durante il soggiorno di pochi giorni nell'Urbe il giovane re conobbe l'arcivescovo Berardo di Castagna che divenne, con il tempo, uno dei suoi più fidati consiglieri, rimanendogli vicino fino alla morte anche durante i periodi delle scomuniche abbattutesi su Federico, e zio di Manna da Castanea, donna con la quale Federico intrattenne una relazione fra il 1224 e il 1225, dalla quale nacque Riccardo, futuro vicario imperiale. Queste norme miravano anche a limitare i poteri e i privilegi delle famiglie nobiliari e dei prelati, accentrando il potere nelle mani dell'imperatore e a rendere partecipi anche le donne per quanto riguardava la successione dei feudi. Dopo un assedio durato oltre sei mesi i parmigiani, approfittando dell'assenza dell'imperatore che era andato a caccia nella valle del Taro, uscirono dalla città e attaccarono le truppe imperiali, distruggendo la città-accampamento di Vittoria. Il sepolcro inoltre reca i simboli dei quattro evangelisti e la corona regia. L'imperatore subì il gravissimo colpo che ne appannò il prestigio e dal 1245 gli eventi incominciarono a precipitare. Tale leggenda si collega anche al personaggio di Fra Pacifico, al secolo Guglielmo Divini, il quale, prima di divenire uno dei più intimi compagni di Francesco d'Assisi, fu cavalier servente di Costanza, alla quale, secondo alcuni testi, fu legato da un amore segreto il cui frutto potrebbe essere stato proprio Federico.[81]. R.E. Milano, che, erroneamente, non fu assediata da Federico II (la città era ora molto debole dal punto di vista militare)[58], si offrì di firmare una pace, ma le eccessive pretese dell'Imperatore spinsero i milanesi a una nuova resistenza. Federico II, al termine dell'assise svoltasi in giugno, con l'ausilio di Pier della Vigna, emanò nel settembre 1231 il Liber Augustalis (note anche come Costituzioni di Melfi), tra cui le Constitutiones Regni Siciliarum, codice legislativo e giudiziario del Regno di Sicilia. Dodicesimo tempo in qualifica, ha chiuso secondo, in grande controllo, la terza batteria dei quarti, per poi vincere con altrettanto controllo la semifinale. In altre parole, la rivolta musulmana si era estesa a un intero tratto della Sicilia occidentale. Il 28 ottobre gli alleati orinarono al principe ereditario Federico d'Assia-Kassel (futuro Federico I di Svezia) di muovere le sue armate verso sud per controbattere all'assedio di Landau. Lasciata Roma, Federico giunse per nave a Genova dove fu ben accolto, specialmente dalla potente famiglia Doria. Comunque è certo che da questa unione, forse tramutata in matrimonio negli ultimi anni di vita, nacque a Venosa Manfredi di Sicilia, il figlio prediletto di Federico. Da una corrispondenza fra Federico e il filosofo islamico Ibn Sab'in nacque il testo Questioni siciliane (Al-masāʾil al-Ṣiqilliyya), redatto dal filosofo per rispondere a cinque quesiti che gli erano stati posti dal regnante svevo[74]. Federico ottenne un successo di un certo rilievo senza combattere una sola battaglia, ma grazie a un accordo diplomatico con il sultano ayyubide al-Malik al-Kamil, nipote di Saladino: Gerusalemme venne ceduta, peraltro ridotta senza mura e indifendibile, con l'esclusione dell'area della moschea di Umar (ritenuta dai cristiani il Tempio di Salomone), che era un luogo santo musulmano. A questo punto, nella primavera 1228, Federico decise di partire per la Terrasanta, pur sapendo che durante la sua assenza il papa avrebbe cercato di riunire tutti i suoi oppositori in Germania e in Sicilia, minacciando la Lombardia e il Regno di Sicilia. Sia nel 1716 che nel 1718 aderì alla campagna di Carlo XII di Svezia contro la Norvegia e venne nominato Generalissimus dell'esercito svedese. A Napoli fondò l'Università nel 1224, dalla quale sarebbe uscito il ceto di funzionari in grado di servirlo, senza che i sudditi a lui fedeli dovessero recarsi fino a Bologna per studiare. Papa Innocenzo IV decise di indire un Concilio per confermare la scomunica a Federico e far nominare un altro imperatore, rivolgendosi ai suoi nemici che in Germania erano numerosi. E fu incoronato da papa Innocenzo III il giorno 11 di ottobre. Ottone dal nord della Germania fece sapere che si stava approssimando al Lago di Costanza, accompagnato da un esercito, accampandosi a Überlingen in attesa di un trasporto. Dopo la scomunica papale e a causa dell'ostilità di Filippo Augusto di Francia, che incoraggiò la resistenza in Germania, la nobiltà, che aveva inizialmente appoggiato Filippo di Svevia e ora vedeva Ottone IV combattere proprio contro un Hohenstaufen, si ribellò all'imperatore, che fu costretto a tornare in Germania. Tra le riforme che sono ascrivibili alla sua persona vi è l'apertura del primo teatro stabile di Stoccolma, il Bollhuset ed il divieto di praticare duelli. Partito a marzo del 1212 da Palermo, lasciando la moglie Costanza come reggente del regno, Federico giunse a Roma la domenica di Pasqua dove prestò giuramento vassallatico al papa. Leggenda vuole che a Federico fosse stata predetta dall'astrologo di corte, Michele Scoto, la morte sub flore, ragione per la quale pare egli abbia sempre evitato di recarsi a Firenze. I ribelli erano guidati da Muḥammad b. Diopoldo liberò Federico da Capparone nel 1206 e lo riconsegnò alla custodia di Gualtiero di Palearia. Il disegno non fu sempre il medesimo, si passa da esemplari con aquile stilizzate[89], ad aquile che, invece, assumono sembianze più naturali, aggressive e dinamiche: quest'ultimo è il caso degli augustali[86]: battute presso le zecche di Brindisi e Messina, tali monete recavano, sul recto, l'immagine dell'imperatore siciliano, mentre, sul verso, un'aquila sorante con la testa volta verso la sinistra araldica[89][90][91]. Si impegnò inoltre a intraprendere presto una crociata in Terrasanta, nonostante non ci fosse stata un'esplicita richiesta in tal senso da parte del papa. Come re, Federico non fu particolarmente rispettato dal suo popolo e molti ritengono ancora oggi che molte delle conquiste e delle migliorie per lo stato ottenute sotto il suo regno siano effettivamente da ascrivere più al suo entourage politico che al suo ingegno di monarca. Nella diatriba fra papa e imperatore intanto si erano inserite le città della Lega Lombarda ed era ripresa la secolare divisione fra guelfi e ghibellini[43]. Il 31 marzo 1244 fu stilata in Laterano una bozza di accordo fra Federico e Innocenzo IV che prevedeva, in cambio del ritiro della scomunica, la restituzione di tutte le terre pontificie occupate dall'imperatore. Le prime tre città caddero nel giro del primo anno di guerra, mentre il castello di Roccamandolfi, dove il conte da Celano aveva lasciato alla guida della resistenza la moglie Giuditta, si arrese all'assedio nel 1223 dopo essere stato danneggiato ma non preso. All'Assia succedette il fratello Guglielmo VIII, famoso generale. In particolare, il commento al profeta Geremia Super Hieremiam (attribuito pseudoepigraficamente a Gioacchino da Fiore ma prodotto forse entro ambigui ambienti cistercensi o florensi e rielaborato e aggiornato entro ambienti, egualmente poco affidabili, di francescani rigoristi) riconosceva a Federico II un ruolo incredibilmente e paradossalmente provvidenziale, proprio in quanto atteso persecutore apocalittico della Chiesa corrotta e in special modo dei Vescovi.[62]. Spentasi Costanza, Federico, probabilmente adottando la medesima politica e mantenendo l'avallo papale, si unì in matrimonio prima con Jolanda (o Isabella) di Brienne e poi, morta questa, con Isabella d'Inghilterra. Una nota miniatura raffigura persino il principe mentre soffoca col cuscino il padre morente. Suo primo insegnante fu frate Guglielmo Francesco, che ne rispondeva al vescovo Rinaldo di Capua, il quale, a sua volta, informava costantemente il papa dei progressi scolastici, della crescita e della salute di Federico. Federico, dopo essere stato accolto trionfalmente a Pavia, nel suo itinerario, attraversando il territorio pavese, scortato prima dagli armati di Pavia e poi dai cremonesi[22], al momento di passare nel territorio di Cremona scampò fortunosamente alla cattura da parte dei milanesi e piacentini guadando il fiume Lambro[23]. La Lega viene sconfitta nel 1237. Anche Dante nella Commedia menziona Federico II ben cinque volte: tre nell'Inferno, una nel Purgatorio e una nel Paradiso: «Qui con più di mille giaccio:qua dentro è 'l secondo Federico,e 'l cardinale ….», «Io son colui che tenni ambo le chiavidel cor di Federigo, e che le volsi,serrando e disserrando, sì soavi……e l'infiammati infiammar sì Augusto,che' lieti onor tornaro in tristi lutti.», «…ma dentro tutte piombo e gravi tanto,che Federico le mettea di paglia.», «In sul paese ch'Adige e Po riga,solea valore e cortesia trovarsiprima che Federigo avesse briga:», «Quest'è la luce della gran Costanzache del secondo vento di Soavegenerò il terzo e l'ultima possanza.». E la stessa Chronica è ricca di aneddoti, per lo più negativi, riguardanti episodi della vita di questo imperatore. Federico fu un apprezzabile letterato, convinto protettore di artisti e studiosi: la sua corte fu luogo di incontro fra le culture greca, latina, germanica, araba ed ebraica. Secondo C.Pinzi (op. Nei pressi di Andria è presente la costruzione più affascinante voluta dall'imperatore ma ancora incompiuta al momento della sua morte, Castel del Monte, dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO. 64 relazioni. Relativamente alle coniazioni tedesche, invece, è possibile citare un'emissione del XIII secolo, sulla quale compare raffigurato, a cavallo, l'imperatore con corona, vessillo e scudo: su quest'ultimo campeggia la figura dell'aquila[93]. 0931 417665 - Fax 0931 797272 Email: SRRH040007@istruzione.it PEC: SRRH040007@pec.istruzione.it COD. Federico cadde vittima di una grave patologia addominale, forse dovuta a malattie trascurate, durante un soggiorno in Fiorentino di Puglia; secondo Guido Bonatti, invece, sarebbe stato avvelenato. [29] A quell'epoca, stava assumendo proporzioni critiche la ribellione dei musulmani, che controllavano Jato, Entella, Platani, Celso (presso Pizzo Cangialoso, Monti Sicani), Calatrasi, Corleone (presa nel 1208), Guastanella e Cinisi. Un particolare stemma, infine, è associato a Federico II, in alcune riproduzioni pubblicate in due importanti opere storiografiche: Descrittione del Regno di Napoli, di Scipione Mazzella, e Historia della Città e Regno di Napoli, di Giovanni Antonio Summonte. Jahrhunderts, Evoluzione del Regno d'Italia nella storia, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Federico_II_di_Svevia&oldid=118562855, Sovrani incoronati nella cattedrale di Palermo, Personaggi citati nella Divina Commedia (Inferno), Persone legate all'Università degli Studi di Napoli Federico II, Voci con modulo citazione e parametro pagina, Voci con modulo citazione e parametro pagine, Template Webarchive - collegamenti all'Internet Archive, P3762 multipla letta da Wikidata senza qualificatore, Voci con template Collegamenti esterni e doppioni disattivati, Voci biografiche con codici di controllo di autorità, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo, Federico, morto in giovane età (+ 1239/1240). Fu così che l'Imperatore non sfruttò il grande successo di Cortenuova, infatti non riuscì più a entrare nella città lombarda, e anche l'assedio di Brescia fu tolto nel 1238. Raniero a quel punto guidò con determinazione i viterbesi, presenti in gran numero nelle schiere papali, ad un coraggioso contrattacco, che riportò in linea anche i tedeschi, fino alla vittoria; cfr. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 4 gen 2021 alle 20:33. Il denaro per la corte, molto costosa, venne quindi dagli anni '30 dalla ricca Hesse, perciò Federico di comportò quasi come un Signore assente. La seconda corrente predominante all'epoca di Federico, dopo quella classicista, fu quella naturalistica. Il 4 ottobre del 1209, a Roma, Innocenzo III incoronò imperatore Ottone IV. D'altro canto il papa non poteva non tener conto dell'obiettivo ottenuto da Federico in Terra santa e il 28 agosto successivo ritirò la scomunica: il 1º settembre papa e imperatore si incontrarono ad Anagni arrivando a un accordo. La Svezia dovette cedere l'Estonia, l'Ingria e la Livonia alla Russia secondo quanto concordato nel Trattato di Nystad del 1721. Vita, personalità e storia di Federico II di Svevia, re di Sicilia e imperatore del Sacro Romano Impero, fu un uomo politico, ma anche guerriero, filosofo, letterato ed architetto. In base a tale ipotesi, infatti, il puer Apuliae avrebbe adoperato, accanto allo stemma con l'aquila di nero in campo d'oro, anche una versione dell'insegna, che, per l'appunto, doveva rappresentare la dignità reale, dove il campo dello scudo non era d'oro, bensì d'argento[99]. Riccardo di San Germano ci dice, «Il detto imperatore Ottone, attratto da Diopoldo e da Pietro conte di Celano, […] gettatosi dietro le spalle il giuramento che aveva fatto alla chiesa di Roma, entra nel regno dalla parte di Rieti e sotto la guida di coloro che vi avevano prestato il giuramento di fedeltà, vi giunge attraverso la Marsia e quindi attraverso il Comino; […] Il papa Innocenzo lo scomunicò e pose l'interdetto alla chiesa di Capua, perché aveva osato celebrare alla sua presenza e nell'ottava di S. Martino scomunica anche tutti i suoi fautori», «Nell'anno del Signore 1209 l'imperatore Ottone fu ospitato sul Reno (è un torrente nel vescovado di Reggio) e fu pure ospitato a Salvaterra. Il castello del capoluogo della contea, Bojano, venne demanializzato e ricostruito; Ovindoli e Celano furono distrutte, Roccamandolfi dovette essere ricostruita più a valle lasciando il castello alla rovina; Tommaso da Celano, non avendo in seguito rispettato i termini della resa, fu espropriato della contea che cessò di essere la spina nel fianco nei possedimenti normanni di Federico. Paradossalmente, in quest'epoca gli arcieri saraceni erano una componente comune di questi eserciti "cristiani" e la presenza di contingenti musulmani nell'esercito imperiale rimase una realtà anche sotto Manfredi e Corradino[34][35]. Morto Innocenzo III e salito al soglio Onorio III (18 luglio 1216), papa di carattere molto diverso rispetto al suo predecessore, Federico fu incalzato dal nuovo pontefice a dare corso alla promessa di indire la crociata. Federico II parlava sei lingue (latino, siciliano, tedesco, francese, greco e arabo)[4] e giocò un ruolo importante nel promuovere le lettere attraverso la poesia della Scuola siciliana. Federico I di Svezia Questa voce o sezione sull'argomento sovrani non cita alcuna fonte o le fonti presenti sono insufficienti . Il mercato è rifiorito senza che lui l'abbia mai incoraggiato con una singola moneta. Venne sconfitto nel 1703 nella Battaglia di Speyerbach, ma prese parte l'anno successivo alla grande vittoria nella Battaglia di Blenheim.