Nevicata di Giosue Carducci: testo, parafrasi, commento, figure retoriche, schema metrico. G. G. Belli, “La morte de Tuta”. La scelta dell'aggettivo "antico" nel titolo sta a sottolineare il suo valore universale, è il pianto dei padri di ogni tempo di fronte alla morte di un figlio. Una lettura. Con il tempo ho imparato che l’apprendere è una grande fatica: ogni cosa assume un valore proporzionale al lavoro e alla pazienza che si sono impiegati per realizzarla. Le “Storie della Croce” di Piero della Francesca ad Arezzo. - Nacque a Valdicastello, frazione di Pietrasanta nella Versilia lucchese, primogenito del dottor Michele e di Ildegonda Celli, il 27 luglio 1835 [...] di quel che il tempo rapisce di fronte all'immobile volto della natura (Maggiolata, Pianto anticoPianto antico Da sempre la morte dei figli ha colpito gli esseri umani, questa è una sciagura eterna. E all’impressione lugubre concorre il metro, con quel secondo verso tronco, dal suono, più ancora che cupo, paurosamente stanco. Uccelli sperduti picchiano ai vetri appannati: ritornano le ombre di amici che ho conosciuto e amato, mi guardano, mi chiamano. URGENTEEEE!! Preti, frati e monsignori, G. G. Belli. Una coppia di sostantivi (luce, calor) del verso 8 si oppone a una coppia di aggettivi (negra, fredda) dei vv. L’aggettivo “antico” del titolo rimanda ad un dolore che ha sempre colpito l’uomo, insieme all’interrogativo del perché si possa morire così giovani, cui la logica umana non può rispondere. Un’ipotesi di... “Il sabato del villaggio” di Giacomo Leopardi. Interpretazione complessiva e approfondimenti La solarità e la vitalità sono gli aspetti fondanti della poetica carducciana, cui fa da contrappunto il motivo della vita che passa. I picchiettii degli uccelli “raminghi” sono subito avvertiti nel loro significato simbolico come richiami dell’aldilà, come avvertimenti lugubri della vicinanza della morte. Se c’è un consiglio che posso dare ai più giovani è quello di restare studenti: è fondamentale continuare a studiare e imparare. G. Carducci, “Pianto antico” (1871). C’è un triangolo (albero-pianta-fiore) che costruisce un paragone tra l’albero reale del melograno e la pianta metaforica della vita di Carducci e le filiazioni del figlio-fiore di entrambi. Nella poesia del Carducci e nei frammenti di Ungaretti si possono individuare dei temi comuni, primo fra tutti quello del dolore paterno, inevitabile visto l’argomento trattato. Sonetti. Sonetti. La religione cristiana e la Chiesa cattolica. Domina il sole ma subito si insinuano due note di contrasto, che evocano un’immagine di morte, il “tendevi” nel primo verso (il verbo, riferito al passato, indica una situazione che non può più replicarsi) e “il muto orto solingo” (v. 5): c’era davvero un orto nei pressi della casa bolognese della famiglia Carducci; il giardino ora è muto perché non risuona più della voce e dei giochi del suo bambino. Figure di donne romane, Giuseppe Gioacchino Belli. Testo. H‰\“Ín£0…÷. ? A tale proposito, sono famose le liriche Traversando la Maremma toscana, un intenso autoritratto poetico, e Davanti San Guido, che oppone il mito della natura vergine a città e civiltà. Le immagini, pur soffuse da una certa malinconia, sono suggestive. Confronto tra Verga e Manzoni. 1877/89 - "Odi Barbare" , liriche in cui il Carducci cercò di riprodurre il ritmo della poesia Un tentativo di... U. Foscolo, “I Sepolcri”, vv. Ora domina incontrastato il motivo del freddo, del buio, della sterilità, del lutto e della privazione. L’esercitazione dimostra che una ragazza di diciannove anni può essere capace di un’analisi accurata e paziente, ricca di osservazioni acute e strutturata su solide basi metodologiche, pur con qualche ingenua ed inevitabile approssimazione. A metà poesia, al verso 6, c’è il passaggio dall’osservazione esterna a una nota interiore, a un’allusione segreta, il sospiro misterioso di un mondo lontano e perduto, la voce prima dei suoi morti. In primo luogo l’anafora (tu, tu; sei ne la terra, sei ne la terra; né, né; ti, ti) che per ben sei volte usa il pronome o il verbo di seconda persona, poi l’epifora (fior, fior) all’inizio e alla fine della terza quartina, i chiasmi ripetuti (tu fior de la mia pianta, tu de l’inutil vita / estremo unico fior) (né il sol più ti rallegra / né ti risveglia amor), e infine –ma centrale- la metafora (fior de la mia pianta, v. 9): il figlioletto è il fiore e il frutto dell’albero paterno, un albero però che con la sua morte si è isterilito (pianta percossa e inaridita, inutil vita), sempre più ossessionato ormai dalla coscienza della fine. Sonetti. Prime due quartine, vv. 4 e 8) sembra che non abbiano contropartita ma in realtà contribuiscono a una suggestiva ripetizione fonica in tutto il gruppo “or” (fior, orto, or ora, ristora, calor): una totalità omogenea e positiva di immagini e di suono. Pianto antico di Giosuè Carducci e i rapporti intertestuali ed extratestuali per capire una poesia. Seconde due quartine, vv. Repubblica Giacobina Napoletana del 1799. Pianto antico è stata scritta da Giosuè Carducci e appartiene al genere lirico, che consiste nell’espressione dei sentimenti e delle riflessioni del poeta; in questa poesia lo stato d’animo appare malinconico e triste nel rievocare la figura del figlioletto dante, morto a soli tre anni per una grave malattia. C’è unità e –insieme- contrapposizione tra “bimbo e melograno”, due espressioni di vita naturale: l’essere umano però è destinato alla morte irrimediabile mentre la pianta muore per rinascere. Rime (ABBC); il verso tronco (C) rima con i versi conclusivi di ogni strofa. Figure di donne romane, G. G. Belli. E credo anche che la scuola dovrebbe essere un vivaio di menti indagatrici, quelle persone curiose che Francesco Bacone, nel ‘500, definiva “mercanti di luce”. ... Carducci, "Nevicata": parafrasi e commento. Giacomo Leopardi, “Il passero solitario”. 6-7) –con l’interessante allitterazione iniziale “ri-ri” (prefisso che indica il ritorno di qualcosa che è accaduto e che potrà accadere anche in futuro) e il suono vibrante delle “r”– confermano questa polarità vitalistica, un rapporto positivo con la realtà naturale. Lo Stato pontificio, G. G. Belli. Sonetti. Nevicata di Giosue Carducci chiude le Odi barbare; fu composta tra il gennaio e il marzo 1881, durante un periodo particolarmente doloroso per il poeta: la morte dell’amata Carolina Cristofori Piva, trasfigurata in versi con il nome di Lidia.. Nevicata di Giosue Carducci – Il testo Pianto antico è un componimento che Giosuè Carducci ha dedicato al figlio, Dante. Falso. La poesia Nevicata chiude le Odi barbare e riflette un momento particolarmente triste della vita del poeta, la morte dell’amata Lidia (il nome con cui Carducci canta Caterina Cristofori Piva). Vediamo ora il testo, l'analisi e la parafrasi di Pianto antico di Carducci. Un fitto intreccio di figure retoriche conferma un controllo letterario sapiente, un equilibrio e una razionalità della forma che si sovrappone a una sovrabbondanza di sentimento e di emozione. Lenta fiocca la neve pe ‘l cielo cinereo: gridi, suoni di vita più non salgono da la città,                                                   2. non d’erbaiola il grido o corrente rumore di carro, non d’amor la canzone ilare e di gioventù.                                                          4, Da la torre di piazza roche per l’aere le ore, gemon, come sospir d’un mondo lungi dal dì.                                          6, Picchiano uccelli raminghi a’ vetri appannati: gli amici, spiriti reduci son, guardano e chiamano a me.                                        8, In breve, o cari, in breve – tu càlmati, indomito cuore-, giù al silenzio verrò, ne l’ombra riposerò.                                                10. Dalla torre della piazza si sente il suono sordo della campana che batte le ore e sembrano gemiti, sospiri di un mondo fuori del tempo. Roma, una città infernale, G. G. Belli. Carducci in Pianto Antico ed Ungaretti in Giorno per giorno evocano la morte dei rispettivi figli, scomparsi in tenera età. 2-3) –una continuità e un legame tra bimbo e pianta, due espressioni di vita naturale-, l’or ora della rinascita coloristica si intreccia al ristora del ciclico ritorno di giugno (vv. Stefanini” di Venezia-Mestre. H‰\ÍjÃ0Çï~ Silvia. Sonetti. La religione cristiana e la Chiesa cattolica, Letture Psicoanalitiche di Massimo Recalcati. Giosue Carducci compose la poesia Pianto antico nel giugno 1871, pochi mesi dopo la morte del figlioletto Dante, scomparso all’età di tre anni. Sonetti. ... Anni dopo Carducci ritornerà sullo stesso tema con una poesia, un’ode barbara, composta fra il 29 gennaio e il 24 marzo 1881 e intitolata “Nevicata”. Pianto antico. Parafrasi (Pianto antico) L'albero verso il quale orientavi la tua manina, il melograno dalle verdi foglie e dai rossi fiori, nel silenzioso e solitario orto, è nuovamente germogliato e l'estate lo matura con il suo calore e la sua luce. “Pianto antico” è una poesia anacreontica. 9-16. 17 min; FEB 24, 2019; Giosuè Carducci: San Martino e Nevicata Giosuè Carducci: San Martino e Nevicata. Un’analisi. La Bibbia romanesca, G. G. Belli. VIDEO Giosuè Carducci (con lettura e commento di “San Martino” da RIme nuove e “Nevicata” da Odi Barbare) Classe VE videolezione scolastica di Luigi Gaudio su youtube. da’ bei vermigli fior,                                           4, di luce e di calor.                                                 8, estremo unico fior,                                             12, né ti risveglia amor.                                           16. da “Rime nuove”; poesia composta in memoria del figlio Dante, morto nel 1870. Le principali caratteristiche di questa lirica sono date dalla sua semplicità ed essenzialità. Anche Orazio scriveva che il ciclo delle stagioni si rinnova all’infinito mentre noi esseri umani, una volta discesi nella morte, “siamo polvere e ombra”. Non voglio, perciò, che questi micro-testi siano sepolti nel dimenticatoio terribile degli archivi scolastici, per poi finire malinconicamente bruciati o dispersi. Sonetti. La scelta dell'aggettivo "antico" nel titolo sta a sottolineare il suo valore universale, è il pianto dei padri di ogni tempo di fronte alla morte di un figlio. La commedia umana di Roma, G. G. Belli. Analisi e commento: E' una delle più famose poesie carducciane, scritta in memoria del figlioletto Dante, morto a soli tre anni. Metro: è un’odicina anacreontica, con quattro quartine di settenari, tronco l’ultimo di ogni strofa. Penso che l’analisi di un testo poetico sia molto interessante quando l’interprete ci fa capire cosa c’è dietro la sua tessitura linguistica e metrica e perché è stato costruito così in tanti suoi passaggi. ... Introduzione a Giosuè Carducci + lettura e commento di "San Martino" e "Nevicata" L’orto è terra che produce vita (da orior, nascere, sorgere), così il volgere delle stagioni porta con sé lo sfiorire e il rinascere, come anche l’alternarsi del buio e della luce, del caldo e del freddo; la natura si ricostruisce in un ciclo perenne e l’uomo? fúÞ\½Š×eo‡.Œ÷Ëã-¬ùšññ˜¼ÊÖ~J˜vìümjZ?7ÃÅGE®Rûp•‘ºÿÆeÃe§sû§™£"}““Dwú5o“zÿ5–‡~–¬ýн¡Þ@çÔëœõš{‡&蚺Zs}tJBgÔð֖ÚB5ø´£vÐdÐ`ÐdÐ`Ðu½¥Þmèeàeèeàe4µ†¦¯¯¡——áþûf4Èh˜Ñ £a½B–-2ZúZøZúZøZúZøZCm É`Á`™Ý"»e.‹\–¹,rY2X0½^B/—ÐKà%ôx ½^"Ïç Íì‚ìÂ:ê,¬Ãú>ë ¨ƒ¡&Ž5q¨‰#§§#§§#§§#§§#§§#§§#c}ê“cÏ,Iñ®©Á™jpV\[aNM¶l5óÖÈ[sN9{r†ëy‚pÄ—@}žßö>Ïá讟‹õÌâ´öƒÿü¢Lã¤Â*ÜÑ? L’albero di melograno verso il quale tendevi la mano piccina e graziosa, il melograno dalle foglie verdi e dai fiori di un colore rosso intenso, è rinverdito tutto ora nell’orto solitario e silenzioso e il mese di giugno lo ristora di luce e di calore. La figura e il ruolo del Papa, G. G. Belli. Il poeta si arrende alla sua ideologia di positivismo naturalistico incapace di dargli qualche spiegazione; il non riuscire a trovare una soluzione al problema della morte intacca il suo sostanziale ottimismo positivistico; la sua arte, però, è capace di trasfigurare un ricordo autobiografico e intimamente personale in un simbolo di dolore universale. Carducci in Pianto Antico ed Ungaretti in Giorno per giorno evocano la morte dei rispettivi figli, scomparsi in tenera età. Testo. Mi ha interessato, invece e soprattutto, valutare positivamente la personale “fatica del concetto”, germoglio di buone letture. Nella poesia del Carducci e nei frammenti di Ungaretti si possono individuare dei temi comuni, primo fra tutti quello del dolore paterno, inevitabile visto l’argomento trattato. Carducci e Ungaretti di fronte alla morte dei figli: confronto. Il neo-paganesimo di Carducci si lega non solo al naturalismo antico ma anche al materialismo di origine illuministica e classicistica di Foscolo e Leopardi. Sonetti. Fra poco, o cari, fra poco –càlmati, cuore mio che hai resistito a tutti gli attacchi- scenderò giù nel regno del silenzio, riposerò nelle tenebre della morte. L’aggettivo “ antico ” che accompagna la parola “ pianto ” sta a significare che la perdita di un figlio è un dolore universale, che si diffonde allo stesso modo in ogni tempo e in ogni spazio. A diciotto anni un testo non deve solo provocare emozioni ma aprire porte, aiutare a costruire un personale e critico punto di vista, sviluppare la lunga gestazione del pensiero. G.CARDUCCI : VITA E POETICA APPROFONDIMENTO DI CARDUCCI Nasce a Valdicastello, in Versilia, nel 1835 e muore a Bologna nel 1907.Di Carducci si devono ... "Pianto antico", "Davanti a San Guido" ecc.). La prospettiva plebea della storia e della vita, G. G. Belli. “L’infinito” di Giacomo Leopardi. Conclusione. “Il verde selino, il florido ricciuto anèto, rivivranno ancora domani, ancora in un’altra stagione rigermoglieranno; ma noi, i grandi i forti i saggi, una volta toccati dalla morte, sordi resteremo sotto la cava terra, in un lunghissimo sonno, senza fine e senza risveglio; e tu dunque, sepolto dentro la terra, silenzioso starai”. 17 Giosue Carducci Odi barbare Nevicata A cura di Manara Valgimigli, Zanichelli, Bologna, 1959 ANALISI E COMMENTO 1. cinerëo: color cenere, grigio (latinismo). CARDUCCI, Giosue. 1-22. ÛC±“v+…(-…öÁ²=€c+™a±ãòöSìÒÁ¶~BúK–ø¥¹6ÖDàïÁ©#ôÆꀓ›ƒBèp0–%h£âÝK¯¥gœÄí2EÛ;VUÀ? Pianto antico di Giosue Carducci: analisi e commento. Ma i campi semantici letterali (il melograno) e metaforici (il poeta) arrivano a un drammatico contrasto: l’albero esplode di colori e di vitalità e rinasce dopo la quiete dell’inverno, il padre è schiantato dalla violenza e dall’insensatezza della morte del figlioletto, perdita irrimediabile. Testo. Per il Carducci delle “Odi barbare” il mondo medievale è culla di vitalità e rettitudine morale.