Cerimonia al Binario 21 per ricordare deportazione ebrei Milano 31 Gennaio 2021 (ANSA) - MILANO, 31 GEN - "L'indifferenza porta alla violenza, perché l'indifferenza è già violenza". Siamo arrivati alle 10.40 e abbiamo subito conosciuto la nostra guida (Alessandra) che ci aspettava all’interno. «L’indifferenza di chi ha voltato la faccia; di chi, dopo anni, mi incontrava per strada e mi chiedeva “ma perché non ti abbiamo più vista a scuola?”», come ha ricordato nell’intervento di chiusuraLiliana Segre che, tornata da Auschwitz quattordicenne, non ha mai smesso di lottare per mantenere vivo il ricordo della Shoah. “Ho voluto che sul muro del binario 21 nella stazione centrale di Milano fosse incisa la parola “indifferenza” per lanciare un messaggio: tante cose nel mondo e nella vita succedono più per colpa dell’indifferenza che della violenza stessa Essere qui oggi era la cosa giusta da fare, l’indifferenza è ciò che uccide i valori”. Il Binario 21, dall’indifferenza alla solidarietà ... Un articolo del Corriere ripercorre la storia del Binario 21, un binario sotterraneo alla stazione Centrale di Milano che venne utilizzato per deportare gli ebrei italiani nei campi di sterminio e dove è attualmente in costruzione un … Il Binario 21 dall’indifferenza alla solidarietà ... Ventuno i convogli partiti da quel binario sotterraneo, carichi di ebrei e deportati politici che arrivavano alla Stazione dal carcere di San Vittore, su camion che attraversavano la città sotto gli occhi di molti che fecero finta di non vedere. Qualche metro più sotto, in corrispondenza del binario 21 , questa parola risuona a caratteri cubitali su un muro lacerato al centro. «Ricordare il passato vuol dire proiettare questa consapevolezza nel futuro». «La memoria del giorno in cui fui deportata con mio padre e con tante altre persone innocenti rievoca in me lo stupore enorme di una ragazzina che, partita tante volte da questa stessa stazione per le vacanze, in quell’occasione veniva invece spinta con violenza», ha aggiunto. Il 27 gennaio è il Giorno della Memoria e per l'emergenza sanitaria non saranno aperte al pubblico le manifestazioni e gli appuntamenti che da 21 anni segnano questa giornata. Clownterapia, volontari in attesa del rientro in corsia per il “diritto dei malati alla risata”. Di religione musulmana, Hussain racconta come all’arrivo in Italia sia stato accolto dalla Chiesa Anglicana e dalla Comunità di Sant’Egidio, cattolica. L’esperienza al binario 21, posto al piano inferiore della stazione di Milano, tuttora attiva, è stata per me molto toccante mentalmente e interiormente perché mi hai fatto comprendere a che livello può arrivare L ’uomo a causa dell’odio razziale. Tra il 1943 e il 1945, dal binario 21 della Stazione Centrale di Milano partirono ventitré treni diretti ad Auschwitz e ad altri campi di concentramento.
Siamo all’inizio del percorso che ci porta dentro il Memoriale della Shoah . L’area era originariamente adibita al carico e scarico dei vagoni postali ed era dotata dal 1931 di un elevatore che consentiva di far salire il vagone al piano superiore e di collegarlo ai treni in partenza da Centrale. La parola che ci ha accolto proprio sotto la stazione Centrale di Milano, all’inizio della nostra visita, incisa in un grande muro di pietra. La nostra colpa era quella di essere nati». E così anche noi in questo webreportage raccontiamo – con lo stesso Jarach, con i giovani di Sant’Egidio e con i profughi diventati a loro volta volontari – il passato e il presente di un luogo in cui oggi collaborano, insieme, ebrei, cristiani e musulmani. «Non c’erano ladri, assassini, delinquenti. Nel giorno della memoria, a tre anni dalla posa della prima pietra, Milano ha inaugurato il memoriale della Shoah, al binario 21 della stazione centrale. Per i giovani è stata pensata ad esempio una grande biblioteca all’interno del Memoriale, la cui costruzione è però bloccata per mancanza di fondi. "L'indifferenza porta alla violenza, perché l'indifferenza è già violenza". ... «Fu terribile, ma l’indifferenza è stata ed è, tuttora, ancora peggiore. Dal 2002 nacque il progetto per  il Memoriale della Shoah di Milano, promosso dall’Associazione Figli della Shoah, dalla Comunità Ebraica di Milano, dalla Fondazione Centro Documentazione Ebraica Contemporanea, dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e dalla Comunità di Sant’Egidio. Sulla banchina di Auschwitz-Birkenau, si salutarono per sempre. «È stata mia nonna – ricostruisce – a incoraggiarmi a scappare dai talebani. Non c’è continuità di numerazione tra i binari “ufficiali” della Stazione Centrale e quelli dell’area sotto ad essa, inizialmente concepita come luogo di carico/scarico della post… Oltre il vagone, in corrispondenza di un successivo binario, di fronte al montavagoni, è collocato il Muro dei Nomi 6 , ai piedi del quale si trovano le lapidi dei convogli 6 . Molti giovani sono stati coinvolti, nel frattempo, nel progetto di accoglienza ai migranti. Tra il 1943 e il 1045, da questo binario della Stazione Centrale di Milano, ora trasformato in memoriale, partirono ventritrè treni diretti ad Auschwitz e ad altri campi di concentramento. L’indifferenza delle persone verso l’avvenimento più triste e folle della nostra storia. Hanno la stessa età che aveva Liliana quando tornò dall’inferno di Auschwitz, e le idee chiarissime: «Ricordare è fondamentale, per capire che è possibile, è fondamentale dire “No, io mi oppongo a tutto questo”», sostieneSimone della Rocca, 16 anni. RCS MediaGroup S.p.A. - Divisione Pubblicità. ... che ricorda la deportazione degli ebrei di Milano dal Binario 21. Questo sistema, molto avanzato per l’epoca, fu tragicamente usato poco più di dieci anni dopo per la deportazione di centinaia di persone». Liliana Segre; BINARIO 21. Da qui, a partire dal 30 gennaio 1944, circa mille ebrei milanesi furono spediti nei campi di Auschwitz-Birkenau, Bergen Belsen e in quelli italiani di raccolta di Fossoli e Bolzano. Lo ha detto la senatrice a vita Liliana Segre, che oggi ha portato la sua testimonianza al Memoriale della Shoah di Milano in occasione dell’evento, promosso dalla Comunità di Sant’Egidio, che ricorda la deportazione degli ebrei di Milano dal Binario 21. Il memoriale è un viaggio tra vagoni della vergogna, tra pannelli e foto che raccontano le vite delle famiglie inghiottite dalla follia nazi-fascista, tra installazioni e videoproiezioni di testimonianze e dei nomi delle vittime. Quando venne chiesto a Liliana Segre quale parola si dovesse apporre sul Memoriale del binario 21 a Milano, lei scelse “INDIFFERENZA”, che significa solo fare finta che niente sia cambiato, fingere di non vedere, significa soprattutto scegliere di accettare in silenzio. Hanno partecipato le scuole, i cui studenti hanno incontrato giovani come loro che avevano attraversato il Mediterraneo». Continuando la navigazione o cliccando su “Accetto” ne autorizzi l'uso. La parola fu scelta con cura per rappresentare il sentimento che più di ogni altro aveva fatto patire gli ebrei: l’indifferenza … La parola che più mi ha fatto riflettere. Binario 21 ; Perché "Indifferenza? È questa parola, scritta a lettere cubitali su di un lungo muro, ad accogliere i visitatori del Memoriale della Shoah, sorto in un’area di 7000 metri quadrati, su due piani, attorno al binario 21, proprio per ricordarsi di ricordare. Liliana Segre è stata deportata ad Auschwitz il 30 gennaio del 1944. Ha 26 anni e viene dal Pakistan. Chi si è impegnato qui ha deciso di stare dalla parte della solidarietà». Sono stato anche io un profugo, per questo sono venuto qui a dare una mano a chi stava vivendo la mia stessa situazione. INDIFFERENZA, d’altra parte, è la parola incisa a caratteri cubitali lungo il Binario 21 della Stazione Centrale di Milano, divenuto il Memoriale della Shoah della città lombarda. Il binario 21 della stazione di Milano non è una semplice banchina per turisti e pendolari ma il terribile luogo da cui partivano i deportati destinati ai campi di concentramento.. Alcune immagini del periodo in cui i profughi sono stati ospitati al Memoriale della Shoah di Milano nel 2015 e nel 2016. «Fu terribile, ma l’indifferenza è stata ed è, tuttora, ancora peggiore. Mancano dai 2 ai 2,5 milioni per completare uno spazio pensato per ospitare 45 mila volumi, dei quali 25 mila provenienti dal Centro Documentazione Ebraica Contemporanea, ma anche materiali multimediali e sale per conferenze e dibattiti. Se alla stazione di Milano cercate il Binario 21 non lo trovate. Indifferenza. Conosco la lingua di molti che arrivano, può essere molto utile per aiutarli a comunicare». (ANSA) – MILANO, 31 GEN – "L’indifferenza porta alla violenza, perché l’indifferenza è già violenza". Dio è unico». Liliana Segre al memoriale della Shoah:" L'indifferenza porta alla violenza" ... che ricorda la deportazione degli ebrei di Milano dal Binario 21. Questo sito utilizza cookies. }. La nascita del memoriale, oggi, restituisce, almeno in parte, la voce a chi non è più tornato a casa». Liliana Segre: «L’indifferenza porta alla violenza» ... che ricorda la deportazione degli ebrei di Milano dal Binario 21. «È stata un’esperienza che ha parlato a tanti, tantissimi milanesi che ci hanno aiutato, ma soprattutto ai ragazzi – racconta  Stefano Pasta, 30 anni, della Comunità di sant’Egidio -. In questo posto è oggi possibile compiere un viaggio nella memoria per rivivere tappe del … Vorrei che di questa tragedia si ricordassero non solo i sopravvissuti, ma soprattutto chi, deportato insieme a me, non è più tornato ed è morto senza tomba. È l’apatia morale di chi si volta dall’altra parte: succede anche oggi verso il razzismo e altri orrori del mondo. Benvenuto nel sito del Memoriale della Shoah di Milano / Welcome to the website of the Shoah Memorial of Milan / Scarica l'audioguida, è gratis / Download the free audioguide / … STORIE CONTRO L’INDIFFERENZA ATTRAVERSO I DISEGNI DI JEAN BLANCHAERT” “Onoriamo quei Giusti che hanno avuto il coraggio di non obbedire gli ordini, ma hanno seguito l’ordine morale, l’ordine etico, l’ordine del cuore” Liliana Segre «Abbiamo realizzato la struttura di cemento e acciaio ma ora i lavori sono fermi», spiega il vicepresidente Jarach. Liliana Segre: «L’indifferenza è già violenza» ... quando da San Vittore i camion attraversarono Milano per raggiungere in quei sotterranei il binario 21. Da allora, in questo stesso luogo – come si racconta nel libro Milano, 30 gennaio 1944, con prefazione di Andrea Riccardi – si svolge ogni anno un incontro tra centinaia di studenti e la sopravvissuta, partita tredicenne per Auschwitz proprio il 30 gennaio 1944, insieme con suo padre, morto nel lager. VISITA AL GIARDINO DEI GIUSTI, A BINARIO 21 MEMORIALE DELLA SHOA, ALLA MOSTRA “100 GIUSTI DEL MONDO. Dei primi due convogli – partiti da Milano e riaperti nel campo di sterminio di Auschwitz – si conoscono tutti i deportati: erano 774,  tornarono in 27. if (utag_data.switchAdv2017 == false || typeof(utag_data.switchAdv2017) == "undefined") { Il Binario 21 oltre ad essere un luogo della Memoria è diventato il Memoriale della Shoah di Milano e ad esso collegato c’è un progetto più ampio che ha lo scopo di rendere omaggio alle vittime dello sterminio e di far nascere un contesto vivo e dialettico in cui rielaborare attivamente la tragedia della Shoah. (I racconti Stefano Pasta e di Hussain Touri, insieme con quello di Roberto Jarach dedicato all’aiuto ai profughi, sono contenuti nel video qui sotto). Il 27 gennaio abbiamo ricordato le terribili persecuzioni attuate sotto il regime nazifascista durante la Seconda Guerra Mondiale.

'); La scritta all’ingresso ci ha guidato». Sì, la parola che oggi è scolpita al binario 21 della Stazione Centrale a Milano, quello da cui partimmo per Auschwitz. Tra i volontari, a dare una mano, c’è anche Hussain Touri. Indifferenza. Tornarono solo in ventidue. Il cosiddetto "binario 21" è un'installazione della memoria di Milano collegato alla Shoah e alle persecuzioni di cittadini italiani, di origine ebraica, perpetrate durante la seconda guerra mondiale per mano nazifascista in esecuzione delle leggi razziali fasciste del 1938. Fu un gruppo di liceali della Comunità di Sant’Egidio, che ebbero modo di ascoltare la testimonianza di Liliana Segre a far conoscere al mondo, nel 1997, il binario della vergogna. I testimoni parlano di una violenza assoluta. Indifferenza. E così, ispirati da quella parola scolpita nella pietra all’ingresso del Memoriale, «Indifferenza», fortemente voluta dalla sopravvissuta ad Auschwitz Liliana Segre come monito incancellabile, si è deciso di non voltarsi dall’altra parte e di ospitare in due anni oltre 7.500 profughi provenienti da 26 Paesi diversi. Vorrei che di questa tragedia si ricordassero non solo i sopravvissuti, ma soprattutto chi, deportato insieme a me, non è più tornato ed è morto senza tomba. Un luogo che vuole mantenere viva la memoria, unica arma contro l’oblio.